Gli elefanti della zona di Sumatra sono in pericolo di vita: è in atto una terribile strage silenziosa. Questi grandi pachidermi, già preda di caccia e bracconaggio, ora sono le vittime sacrificali della zona indonesiana in favore di guadagni e raccolti. Gli agricoltori locali non esitano ad allontanarli dalle loro piantagioni di olio di palma, infliggendo sofferenza e violenze. Molti di loro sono stati abbattuti senza rimorso, mettendo così in serio pericolo il già esiguo numero di rappresentanti sulla Terra.

Il più colpito il distretto di Aceh, dove sono stati rinvenuti i corpi di alcuni esemplari, tutti privi di zanne. Dai primi esami sui primi cadaveri, si sospetta la presenza di veleno, le cui tracce sarebbero state rinvenute nelle feci. Secondo le forze dell’ordine locali gran parte della responsabilità andrebbe imputata ai bracconieri, che sterminerebbero gli esemplari per recuperare l’avorio. Ma solitamente i già esigui elefanti sarebbero vittima dell’odio espresso dai coltivatori locali, intenti a salvare le piantagione a discapito della vita di questi animali intelligenti.

Solo nel mese di agosto aveva fatto scalpore la foto del cucciolo di elefante avvelenato e trascinato nelle acque del fiume Serbajadi. Il piccolo, responsabile di aver valicato la zona off-limits delle piantagioni, era finito tristemente preda della mattanza. Con l’arrivo e la diffusione delle coltivazioni dell’olio di palma, l’habitat naturale dei pachidermi ha subito una drastica modifica, incidendo anche sulla loro presenza che è diventata improvvisamente di intralcio. Sono solo 3.000 gli esemplari ancora in vita all’interno della foresta, esposti ai pericoli imposti dall’uomo.

Un disboscamento continuo, incessante, ha spinto gli animali alla ricerca di nuovo cibo e nuovi spazi. Ma l’intrusione non desiderata, di questi abitanti naturali dell’isola di Sumatra, ha inciso sulla loro sopravvivenza. Le ripercussioni sulla specie potrebbero essere drammatiche e letali, come lo stravolgimento del loro ambiente naturale che potrebbe incidere sull’equilibrio ambientale e sull’uomo stesso.

2 ottobre 2014
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