Cambio di rotta in Sri Lanka, in merito alla protezione e alla conservazione degli elefanti. È infatti stato rimosso il divieto di adozione di cuccioli da parte di religiosi e individui facoltosi, approvato qualche tempo fa in un’ottica di protezione di questa specie sempre più a rischio. Tra le motivazioni all’eliminazione della normativa, almeno secondo quanto riferito dalle autorità locali, non solo l’esigenza di proteggere i pachidermi, ma anche il rispetto della cultura locale.

Gli elefanti sono considerati degli animali sacri in Sri Lanka, soprattutto per la religione buddista. Non a caso, spesso gli animali orfani vengono accuditi dagli stessi monaci, i quali assicurano loro un’esistenza degna, seppur di tanto in tanto in pachidermi vengano impiegati a scopo cerimoniale. Di recente, tuttavia, l’aumento di richieste da parte di ricchi facoltosi e altri individui aveva spinto le autorità, in un’ottica di protezione, a vietare l’adozione e la compravendita dei piccoli di elefante. Una scelta che aveva generato proteste: sebbene la legge non fosse retroattiva, e quindi permettesse l’accudimento di animali già adottati in passato, in molti hanno ritenuto che la norma potesse bloccare le normali operazioni a scopo religioso.

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Negli scorsi giorni, di conseguenza, il divieto è stato rimosso, proprio per garantire il prosieguo delle tradizioni del luogo. A confermarlo è Rajitha Seneratne, portavoce del governo:

La conservazione delle specie selvatiche è importante, ma è altrettanto importante conservare i nostri costumi culturali.

La decisione ha comunque sollevato diverse critiche poiché, in ogni caso, gli elefanti adottati non vivrebbero liberi nei loro habitat naturali, ma sarebbero sottoposti al volere dell’uomo. Questo non solo in caso di possessori privati, quali individui facoltosi, ma anche in ambito religioso, dove i pachidermi sarebbero sottoposti a delle cerimonie vissute come stressanti, poiché in cattività e lontane dalla loro indole. Il governo, tuttavia, ha cercato di rassicurare l’opinione pubblica sottolineando come gli adottanti dovranno essere in grado di provvedere ai più alti standard per il benessere degli esemplari. Non ultimo, solo i templi buddisti potranno accudire pachidermi gratuitamente, mentre per i privati sarà richiesto di pagare una tassa pari a 10 milioni di rupie, all’incirca 66.000 dollari.

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Le associazioni animaliste locali hanno comunque richiesto che venga nuovamente vietato l’accudimento da parte di privati, garantendo gli elefanti solo a scopo religioso, mentre rimane invece in vigore l’impossibilità di scegliere un pachiderma per lavori fisici, spettacoli d’intrattenimento e molto altro.

26 aprile 2017
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