La savana africana potrebbe aver perduto, nel corso degli ultimi decenni, circa il 75% di tutti i suoi elefanti. È questo il risultato di nuovo studio condotto dalla Conservation Ecology Research Unit (CERU) e dall’Università di Pretoria: analizzando gli habitat tipici dei pachidermi, nonché i loro modelli di espansione, si è stimato il numero totale di esemplari che vi potrebbero essere qualora le condizioni di vita fossero favorevoli alla loro sopravvivenza.

I ricercatori hanno analizzato 73 delle aree protette dell’Africa meridionale, stimando quanto potrebbero essere diffuse le popolazioni di elefanti in assenza di bracconaggio e altre attività dannose dell’uomo. I dati sono allarmanti: per quanto lo studio abbia cercato di rimanere conservativo, elaborando condizioni minime di sopravvivenza, oggi vi potrebbero essere ben 730.000 pachidermi in più. Una cifra che sottolinea, in base al modello predittivo, come le aree analizzate abbiano perso oltre il 75% degli elefanti autoctoni.

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Lo studio, tramite alcuni strumenti di rilevazione remota, ha identificato le risorse maggiormente necessarie agli elefanti per la loro sussistenza, quali acqua e vegetazione. Quindi ha incrociato questi dati sui decessi dovuti al bracconaggio, nonché ha calcolato la densità ipotetica della popolazione passando al setaccio i modelli di stabilizzazione disponibili per ogni specie di mammifero conosciuta. E sebbene un modello ideale per la densità degli elefanti non sia oggi disponibile, lo studio è il primo ad avvicinarvisi, dimostrando non solo le preoccupanti perdite, ma anche identificando luoghi e strategie per una conservazione più mirata.

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Non ultimo, la ricerca ha rivelato come la diminuzione degli elefanti abbia effetti anche sulla stessa sussistenza della savana: comprendo un’area decisamente vasta, più di Europa e Stati Uniti, l’assenza di grandi pachidermi porta a un depauperamento del territorio. Nella loro azione quotidiana, infatti, gli elefanti controllano il proliferare delle specie vegetali, aiutano indirettamente l’impollinazione, nonché garantiscono la sopravvivenza della biodiversità.

19 aprile 2017
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