Elefanti: la Cina vieta la vendita di avorio

La Cina è ormai prossima al blocco della vendita di manufatti ricavati dall’avorio, una misura voluta nel tentativo di limitare i danni del bracconaggio di elefanti. A seguito degli accordi presi dal presidente Xi Jinping con Barack Obama nel 2015, il governo centrale ha già provveduto a chiudere 67 centri di lavorazione la scorsa primavera, mentre altri 105 si apprestano alla cessione entro pochissimi giorni: dal gennaio 2018, infatti, la pratica sarà illegale.

Si tratta di un impegno importante, poiché oggi gran parte dell’avorio africano transita proprio dalla Cina, dove la domanda di questo materiale rimane elevatissima. Per alcuni simboleggia lo status social, per altri invece è tutt’oggi un rimedio per la medicina tradizionale locale, sebbene la scienza abbia più volte smentito qualsiasi tipo di proprietà curativa ricavata dalle zanne dei pachidermi. Ian Douglas-Hamilton, esperto in conservazione degli elefanti nonché fondatore di Save The Elephants, ha commentato con soddisfazione la decisione del governo centrale cinese:

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Il divieto in Cina è una delle cose più importanti che è accaduta agli elefanti negli ultimi 10 anni. È un passo davvero significativo e credo che il suo impatto sarà evidente in diverse parti dell’Africa. Ma sebbene il cerchio di stia stringendo, la battaglia non è ancora vinta.

Stando alle ricerche della Convention on Trade in Endangered Species (CITES), il numero di gruppi criminali dediti al bracconaggio è diminuito negli ultimi 5 anni, ma la quantità di esemplari uccisa rimane ancora molto elevata. Ed è proprio il mercato cinese quello osservato con più attenzione, poiché il più fiorente del mondo: si stima infatti che, negli ultimi anni, la domanda cinese sia stata responsabile della morte di 100.000 pachidermi. I primi effetti del ban, tuttavia, sembrano si possano già intravedere: il prezzo dell’avorio è sceso rapidamente da 2.100 a 730 dollari al chilo, delle cifre che potrebbero ulteriormente diminuire nei prossimi mesi. Il raggiungimento di listini molto bassi rappresenta un’importante speranza: più l’avorio diventa economico, minori sono gli interessi per le organizzazioni criminali.

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Così come già accennato, la battaglia è ancora lontana dal raggiungere una vittoria. Per quanto il divieto sul commercio legale sia a tutti gli effetti un risultato importante in questa direzione, molto deve essere ancora fatto per disincentivare il mercato nero.

15 dicembre 2017
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