Un gruppo di elefanti imprigionati nel fango è stato tratto in salvo grazie alla collaborazione tra realtà differenti, ma attive per il loro benessere. Undici esemplari sono finiti all’interno di un cratere situato nel terreno, residuo della guerra in Vietnam, nei pressi del Keo Siema Wildlife Sanctuary. La fossa, utilizzata dagli abitanti del posto, è una sorta di piccolo bacino idrico impiegato dagli agricoltori. Forse assetati, i pachidermi si sono spinti verso il cratere, rimanendo imprigionati nel fango. Nonostante i tentativi, la melma ha impedito loro di fuggire, bloccandoli e sfinendoli. In loro aiuto è giunta la popolazione del posto, che ha interpellato il Dipartimento dell’Ambiente e ha coinvolto il team della Elephant Livelihood Initiative Environment (ELIE). Il gruppo è gestito dalla Elephant Valley Project e dalla Wildlife Conservation Society (WCS) in Cambogia.

Un’operazione di gruppo che ha visto l’azione diretta dei cittadini locali, i quali hanno cercato di attirare gli animali verso il perimetro della fossa utilizzando frutta e altro cibo. Alimenti che gli sono stati forniti anche per riprendere forze ed energie, vista la condizione di grande spossatezza.

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Gli animali sono stati anche idratati con dell’acqua fresca, operazione molto utile viste le alte temperature e l’intero pomeriggio di immobilità nel fango. Grazie alla creazione di una sorta di rampa, improvvisata con legni e materiali di scarto, il branco ha trovato la via di fuga. La femmina a capo del gruppo ha fatto da guida, spronando tutti gli elefanti ad abbandonare definitivamente la costrizione fangosa.

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Ma durante le fasi concitate un piccolo è rimasto indietro, finendo da solo e spaventato dentro il fango. Le sue piccole zampette non hanno trovato appiglio per la risalita e, complice la stanchezza, è rimasto bloccato nella melma. Nonostante l’arrivo di un temporale, il gruppo ha proseguito le operazioni di recupero, cercando di issarlo con funi e corde. Finalmente, attirato da un po’ di frutta fresca, il cucciolo ha recuperato la via di fuga raggiungendo la sua famiglia nel bosco. La cooperazione tra diversi team ha permesso la messa in sicurezza degli undici esemplari, fondamentali per la vita dell’ecosistema locale e mondiale. La sempre più presente ingerenza umana sta distruggendo la foresta, riducendo a poche aree verdi i luoghi per la sopravvivenza di questi animali così importanti e delicati.

4 aprile 2017
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