La pratica dell’utilizzo degli elefanti come mezzi di trasporto è molto diffusa in diverse parti del mondo, non solo come esemplari da intrattenimento circense. Il loro impiego per compiacere i turisti durante gite guidate, oppure come parte integrante di cerimonie e festival, spesso gli crea stress e angoscia. In particolare se inseriti in un contesto caotico come quello della folla e del traffico, che può scatenare le reazioni più disparate. Prima tra tutte la paura seguita dal terrore. Ed è ciò che è accaduto recentemente presso il Bhagavathi Temple nella zona del Kerala nell’India Bhagavathi sud-occidentale, dove l’elefante Devidasan ha mostrato la sua intolleranza nei confronti del rumore circostante.

Agghindato a festa come da rituale per la festività sacra del posto l’animale stava sfilando per le strade della zona accanto al tempio, quando qualcosa deve aver disturbato il suo cammino creando disagio. La reazione è apparsa subito decisa e forte, sollevando macchine e veicoli con energia. Con l’ausilio della sola proboscide ha innalzato una motocicletta per poi allontanarla velocemente, lo stesso è accaduto a un classico risciò locale subito spazzato via. E non è andata meglio ad alcune auto e un camioncino, lanciato in aria per ben tre volte prima di finire a terra su di un fianco.

I due guidatori presenti sul suo dorso hanno cerato di placare l’animale con tutte le loro energie, ma ci sono volute più di due ore per calmare Devidasan. Nonostante la reazione nessuno è rimasto ferito, quindi la cerimonia festiva ha potuto seguire il suo solito percorso. Il festival Thalappoli, che ha luogo durante il periodo a cavallo di gennaio e febbraio, prevede la partecipazione di alcuni elefanti riccamente agghindati e bardati in sintonia con la cerimonia che dura ben quattro giorni. Ma la pratica dell’impiego di questi grandi e intelligenti animali spesso prevede un addestramento crudele e sofferente che, per rendere mansueto l’animale, contempla punizioni corporali e alienazione.

29 febbraio 2016
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