Il povero e solitario elefante Kaavan ha trascorso quasi la totalità dei suoi trentadue anni di vita legato a catena, senza la libertà di poter camminare autonomamente. Ospite forzato e attrattiva sofferente dello zoo Murghazar, a Islamabad in Pakistan, da qualche tempo è al centro di una campagna mediatica e social. Il gruppo Help Welfare Organization ha focalizzato l’attenzione sulle condizioni dell’animale, spingendo l’opinione pubblica a far circolare la sua vicenda per attivare un cambiamento radicale. Grazie all’hashtag FreeKaavan, sempre più persone sono venute a conoscenza della situazione e degli sforzi del gruppo.

Dopo aver appurato il disagio vissuto giornalmente dall’elefante, alcuni membri dello staff visitano a sorpresa la struttura chiedendo che venga liberato. Il clamore suscitato e le richieste quotidiane hanno spinto lo zoo a fornire acqua sempre pulita, più cibo e garantire maggiori attenzioni per il benessere di Kaavan. Ma dopo l’ultima incursione effettuata da Sunny Jamil, in compagnia del team dell’associazione, una smorfia di dolore si è dipinta sui lori volti. L’elefante giaceva in ginocchio all’interno di una fossa con acqua, incatenato e costretto alla posa dal suo mahout, una sorta di istruttore. L’uomo, impegnato a vendere canna da zucchero ai turisti, aveva obbligato l’animale alla posizione disagiata.

Le riprese video del momento sono subito circolate in rete, amplificando l’interesse nei confronti di Kaavan, Lo staff presente sul posto ha quindi richiesto, per l’ennesima volta, che l’elefante venisse liberato dalle catene. E per la prima volta ciò è avvenuto, permettendo all’animale finalmente di camminare per qualche metro senza il tormento della prigionia. Una piccola vittoria in un percorso che si prospetta lungo, il team della Help Welfare Organization farà visita allo zoo ogni giorno fino a quando non si raggiungerà un accordo, che permetterà il trasferimento dell’animale in un santuario per elefanti. Dove potrà vivere in libertà e felice, lontano dalla schiavitù e dalle frustrazioni patite per tutta la vita.

15 luglio 2016
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