Lo si sostiene da tempo: gli esercizi pelvici, in particolare quelli di Kegel, possono aiutare a migliorare le performance sessuali, incrementando l’afflusso di sangue nell’area genitale o rinforzando la muscolatura in caso di eiaculazione precoce. Oggi arriva però la conferma dalla scienza: praticare ginnastica pelvica per almeno 12 settimane è di sicuro aiuto.

Secondo l’International Society Of Sexual Medicine ben il 40% degli uomini soffrirebbe di eiaculazione precoce, con una durata dell’amplesso inferiore al minuto. Uno studio condotto dall’Università La Sapienza di Roma, tuttavia, dimostra come gli esercizi di ginnastica pelvica possano essere efficaci per risolvere, o quantomeno ridurre, la problematica.

I trial hanno condotto 40 uomini di età compresa tra i 19 e i 46 anni, a cui è stato richiesto di eseguire degli esercizi pelvici, come la contrazione dei muscoli del perineo, per 12 settimane. Durante questo periodo, è quindi stato misurato il lasso di tempo compreso tra l’inizio dell’eccitazione fisica e l’emissione di liquido seminale. All’inizio della sperimentazione, la 31,7 secondi. Alla fine delle 12 settimane il risultato è salito fino a 146,2 secondi: un dato che, sebbene possa comunque sembrare ridotto, rappresenta un importante e decisivo cambiamento della vita sessuale degli individui affetti.

33 pazienti su 40 hanno visto migliorare le loro performance sessuali entro le 12 settimane, gli altri con tempi più lunghi, a eccezione di 5 pazienti che non hanno notato alcun cambiamento. Di questi 33, tutti hanno confermato il mantenimento della durata conquistata nei successivi sei mesi. Così spiega Antonio Pastore, a capo della ricerca:

Questo è un piccolo studio, quindi gli effetti devono essere confermati in un grande trial. Gli esercizi di riabilitazione sono facili da praticare, con nessun effetto collaterale riportato. Gli uomini nel trial hanno provato precedentemente vari trattamenti, tra cui la terapia comportamentale, gli antidepressivi e altri aiuti psicologici, con scarso successo.

Sono molte le cause che potrebbero essere alla base dell’eiaculazione precoce. La prima di natura psicologica, dovuta all’ansia o all’estrema eccitazione durante l’atto: si innescherebbe una reazione fisica di “azione o fuga”, che spinge il corpo a velocizzare la performance per scappare al più presto dall’evento temuto. Non bisogna però escludere le cause fisiche, come una lunghezza non adeguata del frenulo, un’ipersensibilità del glande e molto altro. Gli esercizi aiutano il paziente a controllare la muscolatura delle pareti pelviche, aiutandolo a riconoscere anzitempo i segnali di un imminente orgasmo.

17 aprile 2014
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