L’Unione europea ha completato, con l’astensione dei finlandesi e i voti contrari di Spagna e Portogallo, il lungo e faticoso iter di approvazione della nuova Direttiva in materia di efficienza energetica. Nonostante le iniziali intenzioni della Commissione, il provvedimento non prevede obblighi vincolanti per i singoli Stati membri, che dovranno invece elaborare un proprio piano d’azione nazionale per la riduzione dei consumi.

Ha commentato l’eurodeputato dei Verdi Claude Turmes, che ha condotto i negoziati che hanno portato all’adozione del provvedimento:

Questa legislazione essenziale non è solo fondamentale per il conseguimento della nostra sicurezza energetica e degli obiettivi climatici, ma darà anche una spinta reale all’economia e alla creazione di posti di lavoro.

La Direttiva giunge al termine di un lungo e controverso processo diplomatico, resosi necessario non solo a causa dell’azione delle lobby energetiche, ma anche per la ferma opposizione a qualsiasi obiettivo vincolante manifestata da diversi Paesi membri. Alla fine, la nuova normativa impegna soltanto i governi nazionali a definire un proprio obiettivo indicativo di incremento dell’efficienza energetica da qui al 2020.

Gli Stati dovranno inoltre formulare un piano d’azione per il raggiungimento del proprio target, che dovrà ottenere l’approvazione da parte della Commissione Ue. I piani nazionali dovranno essere aggiornati con scadenza triennale a partire dal 2014 e, qualora Bruxelles dovesse avere dei dubbi sulla loro corretta attuazione, i governi nazionali dovranno correre ai ripari introducendo misure correttive.

La Direttiva, inoltre, prevede anche misure in materia di efficienza in edilizia: a partire dal 1 gennaio 2014, i Paesi Ue dovranno avviare la riqualificazione energetica degli edifici pubblici di proprietà governativa, a un ritmo di almeno il 3% annuo rispetto alla superficie complessiva del patrimonio immobiliare.

Edilizia a parte, i governi nazionali dovranno prevedere delle misure per la diffusione di prodotti a risparmio energetico e degli acquisti verdi negli enti pubblici, che a loro volta dovranno introdurre criteri di efficienza energetica nei bandi e nelle gare d’appalto. Previsto, infine, l’obbligo per le imprese distributrici di energia di ridurre le vendite ai clienti industriali e domestici dell’1,5% annuo tra il 2014 e il 2020.

5 ottobre 2012
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