La Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa ha proposto di trasformare in credito d’imposta gli ecobonus del 50% e del 65% destinati alle ristrutturazioni edilizie e agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Secondo la CNA questa misura agevolerebbe le famiglie e le imprese alla ricerca di un finanziamento per sostenere le spese per l’efficientamento energetico e la ristrutturazione degli edifici.

La trasformazione delle detrazioni fiscali in credito d’imposta verrebbe inoltre incontro alle esigenze dei pensionati, dei lavoratori dipendenti incapienti e dei lavoratori autonomi non in possesso del sostituto d’imposta. La misura secondo la CNA rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per l’industria edilizia messa a dura prova dalla crisi economica e dalle difficoltà in cui versa il mercato immobiliare.

La proposta della CNA prevede che il credito d’imposta possa essere ceduto soltanto dagli investitori direttamente all’istituto di credito. La confederazione evidenzia i vantaggi della rendita decennale ceduta alle banche:

La cessione di una rendita certa e garantita dallo Stato per 10 anni consentirebbe alle famiglie e alle imprese di ottenere una somma di denaro immediata, utile per finanziare proprio l’investimento sulla propria abitazione o sull’immobile dell’impresa per cui si ha diritto all’agevolazione fiscale.

L’applicazione della misura permetterebbe alle famiglie e alle imprese di avere immediatamente a disposizione i fondi necessari a coprire il 42,52% degli interventi di ristrutturazione. In caso di interventi per la riqualificazione energetica dell’edificio l’investitore avrebbe a disposizione il 55,28% delle risorse finanziarie necessarie.

A fronte di una spesa di 40 mila euro la famiglia o l’impresa che effettua i lavori otterrebbe dalla banca 17 mila euro risparmiando ben 23 mila euro sull’investimento iniziale. La cessione del credito d’imposta alle banche oltre ad agevolare le famiglie e a risollevare il settore edilizio garantirebbe benefici anche allo Stato per via dell’incremento delle entrate tributarie. Come sottolinea l’Osservatorio permanente della CNA nella sua relazione:

Queste entrate potrebbero essere utilizzate per coprire la perdita di gettito necessaria per colmare la terza lacuna della disciplina attualmente in vigore, ossia la situazione dei pensionati e dei lavoratori dipendenti incapienti ovvero degli imprenditori o professionisti privi di sostituto d’imposta.

16 novembre 2015
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