La Gran Bretagna è al primo posto, tra le prime 12 economie del mondo, per efficienza energetica. Lo sostiene un rapporto dell’American Council for an Eenergy-Efficient-Economy (ACEEE) appena pubblicato dal Guardian, che ha esaminato la riduzione dei consumi e delle emissioni nel settore residenziale, nell’industria e nei trasporti.

Numerosi i parametri analizzati nella redazione del rapporto, dall’adozione di target nazionali per l’aumento dell’efficienza energetica all’erogazione di incentivi, dalle politiche per ridurre i consumi nei vari settori produttivi alla qualità del servizio di trasporto pubblico. Valutati, inoltre, il grado di efficienza degli impianti per la produzione di energia e le misure per promuovere l’edilizia sostenibile.

Grazie alle politiche di efficientamento promosse soprattutto nel comparto industriale e in quello dei trasporti, il Regno Unito ha ottenuto il punteggio finale di 67/100. Non certo una performance eccezionale, ma che è valsa a Londra la testa della classifica, visto che evidentemente le altre potenze mondiali, a cominciare dall’Italia, sono ancora meno impegnate a contenere i consumi energetici e l’inquinamento.

A proposito dell’Italia, il nostro Paese ha ottenuto il terzo posto, facendosi superare anche dalla Germania. Seguono, nell’ordine: Giappone, Francia, Unione Europea, Australia, Cina, Stati Uniti, Brasile, Canada e Russia. Molto meglio, dunque, gli Stati europei, che in generale si mostrano più attenti rispetto alle grandi potenze degli altri continenti.

Gli Stati Uniti, in particolare, appaiono indietro per quanto riguarda le politiche nel settore della mobilità, dal momento che hanno investito soprattutto nella realizzazione di nuove arterie stradali, piuttosto che nel trasporto pubblico. Un po’ meglio le strategie a stelle e strisce in materia di edilizia sostenibile e standard di efficienza per i dispositivi elettronici, ma non abbastanza da portare gli USA al di sopra di un insoddisfacente nono posto in classifica.

16 luglio 2012
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