Investire in efficienza energetica è fondamentale per ridurre le emissioni di gas serra e contenere il riscaldamento globale. Rendere più efficienti edifici, città, mezzi di trasporto e tecnologie produttive è però anche un modo per risparmiare ingenti risorse economiche. Basti pensare che l’inefficienza energetica ha un prezzo altissimo per l’Europa, stimato da uno studio della Commissione Europea in 100 miliardi di euro all’anno.

Dati che testimoniano come gli investimenti nell’efficientamento energetico degli edifici e in tecnologie meno energivore siano ancora insufficienti. Se gli Stati membri si impegnassero seriamente a raggiungere gli ambiziosi obiettivi per l’efficienza energetica fissati dall’UE da qui al 2020, si verificherebbero ricadute occupazionali ed economiche enormi.

Gli analisti europei parlano di guadagni per 300 miliardi di euro all’anno e di 20 milioni di nuovi posti di lavoro creati nel Vecchio Continente. In Italia nel 2020 si potrebbero ricavare risparmi per 12 miliardi di euro all’anno soltanto intervenendo sul settore residenziale.

Nel 2030 a ogni punto percentuale di risparmio energetico conseguito in Europa corrisponderebbe una riduzione dei prezzi del gas e della benzina, pari rispettivamente allo 0,4% e allo 0,1%. Questo decremento avrebbe come conseguenza una minore importazione di gas. La dipendenza dell’Europa dal gas extracomunitario si ridurrebbe del 2,6%.

Se la situazione resta invariata invece, l’Europa non soltanto si troverà a pagare 100 miliardi di euro all’anno, ma non potrà garantire alla popolazione condizioni di vita ottimali. Lo dimostrano i dati raccolti nel 2012, quando l’aumento del costo dell’energia e la scarsa efficienza energetica degli edifici furono causa di disagio per l’11% degli europei, incapaci di mantenere la temperatura ideale in casa. Con le maggiori ondate di calore e il freddo estremo causati dai cambiamenti climatici non si tratta certo di un dato incoraggiante.

D’altra parte queste cifre non sorprendono: il patrimonio immobiliare europeo è vecchio, ben il 35% degli edifici europei ha oltre 50 anni. Ogni anno l’efficienza energetica cresce di appena l’1,4%. Una percentuale troppo esigua per garantire che tutte le abitazioni inefficienti diventino più confortevoli e meno energivore. Per spingere sull’acceleratore e accrescere gli interventi di ristrutturazione sui vecchi edifici l’Unione Europea sta finanziando una serie di “progetti destinati all’efficienza energetica”. Tra questi figurano Trust Epc South, Remourban e R2 Cities.

Trust Epc South sostiene le aziende che operano nel settore dell’efficienza energetica, con un fondo di 2 milioni di euro destinato a incrementare i livelli di efficienza energetica del settore terziario in diversi Paesi, tra cui l’Italia, carenti sul fronte del risparmio energetico.

Remourban è invece destinato alle città. L’UE ha stanziato 22 milioni di euro per il finanziamento di progetti che coinvolgono direttamente i cittadini nella messa a punto di soluzioni per il risparmio energetico negli ambienti urbani.

R2 Cities mira a rendere più efficiente l’edilizia popolare, con interventi in 3 città europee, tra cui Genova, per ridurre i consumi del 60% negli alloggi pubblici. A questo progetto l’UE ha destinato un budget di 15 milioni di euro. Il WWF e Unicredit partecipano come advisor ai tre progetti europei tramite la joint venture Officinæ Verdi.

6 maggio 2015
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