Come evidenziato dalla Fondazione Symbola nello studio “100 Italian Energy Stories” nel settore dell’efficienza energetica l’Italia in Europa è seconda solo alla Gran Bretagna. Nel nostro Paese vengono consumate 15 tonnellate di petrolio equivalente per milione di euro, a fronte delle 12 del Regno Unito che ha però un’industria manifatturiera meno produttiva di quella italiana.

L’efficienza energetica ha prospettive di sviluppo interessanti non soltanto nel mondo industriale ma anche nel settore residenziale. Il risparmio energetico negli edifici secondo una recente ricerca del Politecnico di Milano nei prossimi anni sarà un importante driver di sviluppo. Secondo le stime degli analisti il segmento attirerà investimenti per 12,8 miliardi di euro nel prossimo triennio.

L’analisi presentata ieri a Milano, dal titolo “L’utente finale e le tecnologie di risparmio energetico”, è stata commissionata da Mostra Convegno Expocomfort.

Lo studio rivela che nell’ultimo anno l’idrotermosanitario ha fatto segnare una crescita del 2,2% corrispondente a 10 miliardi di euro. Nel 2016 si prevede un ulteriore incremento dell’1,4%. L’Italia grazie alle sue tecnologie innovative ed efficienti ha conquistato i mercati stranieri tanto che ben il 62% del fatturato del settore proviene dall’export. Il mercato estero nel 2015 è cresciuto del 2,5%.

Nei prossimi 3 anni il mercato delle pompe di calore raggiungerà un valore di 5 miliardi di euro. La generazione distribuita da fonti rinnovabili varrà 4 miliardi di euro provenienti soprattutto da caldaie a biomassa e solare termico. Dalle soluzioni integrate e dai sistemi di home appliances proverranno altri 1,62 miliardi di euro. Entro il 2020 il 5-10% dei nuovi edifici residenziali sarà dotato di un impianto solare fotovoltaico e di una pompa di calore. Questo tipo di soluzione integrata genererà da sola un volume d’affari di 180 milioni di euro all’anno.

Lo studio del Politecnico di Milano evidenzia uno sviluppo maggiore degli impianti termici nelle regioni centrali e settentrionali. Al Nord e al Centro ci sarà un’alta richiesta di caldaie a condensazione e pompe di calore. Dalle regioni meridionali proverrà invece una domanda maggiore di impianti elettrici efficienti per la climatizzazione. Le soluzioni integrate si diffonderanno soprattutto nei condomini.

Dall’analisi emerge infine che le pompe di calore permettono di rientrare nell’investimento in appena 3 anni, mentre il solare termico in soli 2-3 anni. Il fotovoltaico richiede invece tempi più lunghi: dai 7 ai 9 anni.

26 novembre 2015
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