Uno degli strumenti che l’Europa sta mettendo in atto per rispettare quanto previsto dalla direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, è EU-MERCI, un database che sarà disponibile da febbraio 2017 e che dovrà raccogliere un numero considerevole di buone pratiche in termini di efficienza e risparmio energetici, in grado di mostrare metodi e strumenti al mondo dell’industria europea in modo tale da stimolarla in tal senso aprendo un panorama verso le scelte intelligenti e la tecnologia a disposizione.

Il progetto è finanziato da Horizon 2020 ed è attualmente alla fase della raccolta dati. In questo momento le aziende che hanno storie importanti da condividere a livello di miglioramento dell’efficienza energetica nei processi di produzione sono invitate ad aggiungere alla banca dati la loro esperienza nella sezione “Do you have best practice to share?”.

Nel sito è presente anche un questionario per le industrie che serve a far conoscere in modo più approfondito la situazione attuale del settore. In tal modo una realtà che vorrà intervenire sui propri processi di lavorazione per renderli più efficienti avrà tutte le informazioni necessarie, sia da un punto di vista tecnico che economico o burocratico.

Tra i vari partner sono diverse le tipologie: gli “enablers“, che metteranno a disposizione informazioni e dati dei rispettivi Paesi, i “followers“, che non sono molto avanti in termini di implementazione delle misure di efficienza energetica, ma hanno in programma un netto cambio di rotta, e gli “stakeholders“, cioè gli organismi tecnici che possono dettare la strada agli altri.

Tra le varie realtà ci sono la francese ANIA (Association Nationale Des Industries Alimentaires), la slovena Energy Restructuring Agency (APE), la bulgara Black Sea Energy Research Centre (BSERC), il greco Center for Renewable Energy Sources and Saving (CRES), il rumeno Centre for the Promotion of Clean and Efficient Energy in Romania (ENERO), la Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia (FIRE), il JIN Climate and Sustainability, dei Paesi Bassi (JIN), l’italiana RSE (Ricerca Sistema Energetico), la Carbon Trust della Gran Bretagna, l’Agenzia austriaca per l’energia (AEA) e la Spread European Safety Spes Geie (SPES).

14 giugno 2016
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I vostri commenti
Andrea Pasini, mercoledì 15 giugno 2016 alle8:57 ha scritto: rispondi »

Avrei alcuni casi da inserire come posso fare per accedere al programma? Grazie A.Pasini

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