L’Italia non riuscirà a raggiungere gli obiettivi fissati dall’UE sull’efficienza energetica. L’allarme è stato lanciato dal Coordinamento FREE in una lettera inviata al ministro dello sviluppo economico Federica Guidi.

Il Coordinamento fonti rinnovabili ed efficienza energetica composto da 30 associazioni settoriali ha criticato l’inversione di rotta compiuta dal GSE all’inizio del 2015 sul fronte dei Certificati Bianchi:

Meccanismo che dovrebbe garantire il conseguimento di un risparmio energetico al 31 dicembre 2020 non inferiore al 60% dell’obiettivo di risparmio energetico.

I cambiamenti retroattivi apportati dal Gestore dei Servizi Energetici al meccanismo purtroppo ostacolano il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’UE per l’efficienza energetica e recepiti dall’Italia con la direttiva 2012/27/UE. Secondo gli esperti cambiare improvvisamente le regole del meccanismo non è la strategia giusta. Per centrare i target sull’efficienza energetica il Paese ha bisogno di quadri normativi chiari e a lungo termine che garantiscano stabilità alla filiera.

Il Coordinamento FREE punta il dito soprattutto contro il limite di accesso ai Certificati Bianchi fissato dal GSE per le ESCO e la cancellazione delle schede standardizzate:

Lo strumento dell’annullamento in autotutela dell’incentivo per investimenti già avviati o completati si basa su valutazioni che non appaiono sorrette dal quadro normativo e che determinano una disparità sostanziale tra gli stessi operatori.

A causa della riduzione degli incentivi successiva agli investimenti molte aziende sono sull’orlo del fallimento. Da maggio a ottobre 2015 i ricorsi al TAR si sono moltiplicati. Il presidente del Coordinamento FREE Gianni Silvestrini ha invitato il governo a impegnarsi maggiormente nella promozione dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili con politiche più affidabili e concrete. Un impegno che avvicinerà il Paese agli obiettivi ambiziosi fissati dal nuovo accordo in discussione alla COP21 di Parigi:

Dopo la COP21 ci si avvia a un nuovo impulso a livello mondiale negli investimenti sull’efficienza e sulle rinnovabili; l’Italia in funzione dell’obiettivo di riduzione delle emissioni al 2030 nei comparti non ETS dovrà accelerare l’impegno sul versante dell’efficienza.

Il Coordinamento FREE chiede al Governo di dotarsi sin da ora di strumenti efficaci per centrare i nuovi target. Secondo Silvestrini se il Governo intende cambiare le regole del meccanismo deve affidarsi a decreti ministeriali e avviare delle consultazioni con gli operatori del settore, non puntare su interventi del GSE che violano le leggi. I meccanismi retroattivi non fanno altro che minare la credibilità delle politiche energetiche scoraggiando gli investitori.

11 dicembre 2015
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I vostri commenti
Alberto Sanna, lunedì 14 dicembre 2015 alle10:56 ha scritto: rispondi »

Mi dispiace dover constatare che questo governo, in materia di rinnovabili e di efficienza energetica, non solo tarda a dotarsi di una politica organica di lungo periodo ( che ridurrebbe la nostra dipendenza energetica e darebbe un grande impulso all'occupazione e allo sviluppo sostenibile) ma continua ad adottare provvedimenti - anche attraverso il GSE e l'Autorità per l'Energia - che scoraggiano gli investitori e mettendo in seria difficoltà le aziende del settore.

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