L’Unione Europea manda in pensione caldaie e scaldabagni tradizionali per ridurre i consumi energetici e le emissioni climalteranti. La misura sarà effettiva dal prossimo 26 settembre e rientra in un piano comunitario più ampio per incrementare l’efficienza energetica del settore residenziale in tutti gli Stati membri e contrastare attivamente i cambiamenti climatici.

Le caldaie e gli scaldabagni più energivori dovranno lasciare il posto a impianti efficienti e moderni in grado di garantire le stesse prestazioni a fronte di consumi notevolmente ridotti. L’obiettivo delle autorità europee è sostituire gradualmente tutte le vecchie apparecchiature con pompe di calore, sistemi ibridi e moderne caldaie a condensazione. Sulle etichette degli apparecchi dovranno essere riportati obbligatoriamente i consumi per garantire una corretta informazione agli acquirenti.

I rivenditori di caldaie e scaldabagni potranno ancora vendere gli apparecchi non in linea con le direttive UE, ma solo fino all’esaurimento delle scorte presenti in magazzino. La produzione di nuove caldaie che non rispondono ai requisiti di efficienza energetica comunitari sarà vietata negli Stati membri. Le politiche per l’efficienza energetica dell’UE hanno riscosso il favore degli ambientalisti. Davide Sabbadin di Legambiente illustra i benefici delle nuove regole comunitarie:

Drastico taglio delle emissioni globali e locali, minore import di gas e risparmi importanti nelle bollette delle famiglie.

Sabbadin sottolinea inoltre che le direttive UE in materia di caldaie e scaldabagni rappresentano un premio meritato per tutti i produttori italiani virtuosi che hanno scelto di investire in innovazione ed efficienza energetica precorrendo i tempi.

Le nuove regole UE avranno importanti ricadute anche a livello occupazionale. Secondo le stime dello European Environmental Bureau le misure contribuiranno a creare 238 mila posti di lavoro in tutta Europa. Per quanto riguarda il risparmio energetico secondo gli esperti da qui al 2020 gli Stati membri consumeranno una quantità di energia nettamente inferiore, pari a quella prodotta da 47 centrali nucleari. Le emissioni di gas serra caleranno sensibilmente grazie al consumo di 56 milioni di tonnellate di petrolio in meno ogni anno.

I consumatori che acquisteranno una caldaia più efficiente infine potranno risparmiare fino al 25-30% sulla bolletta rispetto agli impianti tradizionali. Attualmente ben il 60% delle caldaie commercializzate in Italia non risponde ai requisiti di efficienza energetica fissati dall’UE. I consumatori possono già contare sulle detrazioni fiscali del 65% per sostituire gli impianti obsoleti con pompe di calore o caldaie a condensazione, recuperando in pochi anni l’investimento.

22 settembre 2015
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