Dolce&Gabbana, Panini e Toro Rosso sono le prime tre aziende italiane nei rispettivi settori ad aver effettuato la diagnosi energetica resa obbligatoria dal dlgs 102/2014. Un impegno che è stato premiato dall’ENEA e dal Ministero dello Sviluppo Economico nel corso di un convegno sull’efficienza energetica svoltosi a Roma il 19 febbraio scorso, in concomitanza con l’iniziativa M’illumino di meno 2016.

Le tre aziende sono state nominate ambasciatrici dell’efficienza energetica. La loro missione sarà sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema e promuovere le misure per il risparmio energetico presso le imprese. A ritirare il premio sono intervenuti Gianfranco Fantuzzi per Toro Rosso; Saverio Magni per Panini; Luca Robba per Dolce&Gabbana.

Nel corso del convegno l’ENEA ha diffuso i primi dati sull’applicazione del dlgs 102/2014 che ha recepito la direttiva UE sull’efficienza energetica. Alla data del 5 dicembre 2015 7.128 aziende avevano effettuato la diagnosi energetica, affidandosi a un auditor o a società specializzate. Il 63% delle imprese che hanno rispettato i termini di legge appartiene al settore industriale; il 28% a terziario; il 9% al primario. Complessivamente sono state effettuate oltre 14 mila diagnosi energetiche.

Roberto Moneta a capo dell’unità tecnica per l’efficienza energetica dell’ENEA ha espresso ottimismo per questo primo bilancio. Secondo Moneta le imprese italiane considerano la diagnosi energetica uno strumento per risparmiare, non un mero obbligo. Le imprese sono consapevoli che risparmiare energia è un modo per diventare più competitive. Moneta ha illustrato l’obiettivo dei premi assegnati alle tre aziende:

I riconoscimenti di oggi intendono contribuire a diffondere nel mondo imprenditoriale l’importanza e l’utilità dell’audit energetico.

Dai dati diffusi nel corso del convegno è emerso che il 94% delle diagnosi energetiche è stato effettuato presso aziende multisito. In questo caso le direttive del MiSE prevedono che la diagnosi venga realizzata su un numero di siti sufficientemente rappresentativo, al fine di tracciare un quadro globale delle prestazioni energetiche dell’impresa. Il 51,9% dei siti sottoposti a diagnosi alla data del 5 dicembre 2015 appartiene al settore terziario; il 47,48% all’industria; l’1,23% al settore primario.

Il settore più virtuoso è stato quello della plastica e della gomma: l’8,69% delle aziende ha inviato l’audit energetico entro i termini di legge. A seguire il settore alimentare a quota 7,41%; il metallurgico al 7,17%; la produzione di motori al 5,48%; il chimico al 4,23%; il commercio al dettaglio al 3,69 %; il tessile al 3,52%.

22 febbraio 2016
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