Gli edifici pubblici e privati italiani sono inefficienti, poco confortevoli ed energivori. Le stesse sedi dei Ministeri che dovrebbero promuovere l’efficienza energetica non rispettano le direttive nazionali e comunitarie in materia. A denunciarlo è Legambiente in un recente dossier dal titolo “Basta case colabrodo”, che funge anche da appello alle istituzioni.

Gli ambientalisti hanno scattato 500 foto a infrarossi in 45 città italiane, analizzando le prestazioni energetiche di decine di edifici pubblici e privati. Il quadro finale è desolante. L’edificio che ospita l’ENEA, la sede del Ministero dell’Ambiente e molti palazzi regionali non solo isolati termicamente. Il calore si disperde da solai interpiano e pilastri, facendo lievitare i costi della bolletta energetica.

In 9 Regioni italiane non esiste alcun tipo di controllo sulle prestazioni energetiche degli edifici e non vengono comminate sanzioni in caso di violazione delle direttive. Il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini ricorda ai cittadini che vivere in case efficienti non è un obbligo, è un diritto:

Nell’anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto‎ abbiamo voluto sollecitare l’attenzione sul tema dell’efficienza energetica in edilizia, con l’obiettivo di sensibilizzare e rendere consapevoli i cittadini dei loro diritti.

Perché nonostante le norme in vigore obblighino a rendere trasparenti le informazioni sui consumi per il riscaldamento e raffrescamento delle abitazioni, in gran parte del Paese queste informazioni sono negate o addirittura false, per cui continuiamo a vivere in case colabrodo, e senza poter sperare in alcuna opera di riqualificazione in tempi brevi visti i ritardi dei programmi di incentivo.

I cittadini dovrebbero acquisire maggiore consapevolezza sul risparmio ottenuto grazie agli interventi di efficientamento energetico. Secondo le stime di Legambiente la spesa annua sostenuta dalle famiglie per il riscaldamento e il raffrescamento potrebbe abbassarsi da una media di 2 mila euro a mille euro. Gli ambienti domestici isolati termicamente inoltre sono più salubri.

L’associazione ambientalista fa notare che l’Italia ha già ricevuto diversi richiami dall’Unione Europea per non aver applicato la normativa sull’efficienza energetica negli edifici. Gli enti locali non controllano la classe energetica delle nuove costruzioni e non informano i cittadini sui vantaggi della riqualificazione energetica dei vecchi edifici.

Il Governo dal suo canto non ha ancora sbloccato le risorse del fondo per l’efficienza energetica e ha approvato con mesi di ritardo il nuovo Conto Termico. Per l’associazione occorrono una maggiore vigilanza degli enti locali e sanzioni severe contro le violazioni delle direttive. Tutti gli edifici dovrebbero avere un libretto energetico e antisismico.

Legambiente invoca controlli indipendenti sulle attestazioni energetiche degli edifici, citando come modello la Provincia di Bolzano, l’unica a effettuare verifiche su tutte le certificazioni e sopralluoghi nei cantieri. Anche il Governo è chiamato a fare la sua parte, confermando l’ecobonus per la riqualificazione energetica degli edifici.

16 febbraio 2016
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