Ridurre i consumi energetici nazionali dell’1,5% ogni anno. Questo dovrebbe essere il principale obbligo introdotto dalla nuova direttiva europea sull’efficienza energetica, la cui bozza è stata elaborata nei giorni scorsi dalla Commissione europea. Il provvedimento dovrebbe essere sottoposto a Parlamento e Consiglio a giugno prossimo e punta ad accelerare i progressi degli Stati membri in materia di riduzione dei consumi.

Mentre, infatti, gli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili e riduzione delle emissioni previsti dal “pacchetto clima 20-20-20″ sembrano destinati al pieno raggiungimento, l’Europa è piuttosto in ritardo per quanto riguarda il target, non vincolante, di risparmio energetico: ridurre, entro il 2020, i consumi del 20% rispetto ai livelli del 1990.

Un’impasse cui la Commissione tenta di rimediare proprio con la nuova direttiva, che dovrebbe introdurre per i singoli Stati l’obbligo di ridurre i consumi finali dell’1,5% ogni anno. Ogni governo, inoltre, dovrà varare, entro il 30 giugno 2013, un piano nazionale per migliorare la trasmissione e la distribuzione delle risorse energetiche, intervenendo, se necessario, sulla rete infrastrutturale esistente.

Lo schema di direttiva prevede infine che gli Stati membri informino i cittadini dei nuovi servizi e realizzino, con periodicità triennale, opportuni controlli per verificare il rispetto delle normative comunitarie. Il settore abitativo è responsabile di circa un terzo dei consumi energetici e delle emissioni di gas serra dell’Unione europea.

18 maggio 2011
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