Efficienza energetica, rinnovabili, taglio delle emissioni di CO2, crescita economica. Sono questi i principali contenuti del dossier Obiettivo 2050 – Per una roadmap energetica al 2050: rinnovabili, efficienza, decarbonizzazione, appena presentato, alla presenza del ministro dell’Ambiente Corrado Clini, dal WWF Italia.

Realizzato dalla società di consulenza REF –E, (Economics Engineering Energy Environment) su mandato del WWF, il dossier è in linea con la Roadmap energetica dell’Ue al 2050 e nei prossimi giorni, visto il dibattito in corso sulla Strategia energetica nazionale, sarà consegnato anche al ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera e al sottosegretario con delega all’Energia Claudio De Vincenti.

Nel documento, l’associazione ambientalista propone una serie di strumenti concreti a cominciare da una fiscalità studiata per apposta ridurre le emissioni: l’IMU calcolata in base alla classe energetica della casa, il bollo auto proporzionale alle emissioni inquinanti, l’Imposta di Carbonio Emesso (ICE), ovvero la tassa sulle emissioni di CO2 nelle diverse fasi del processo produttivo, al posto dell’IVA sui prodotti.

Spiega Stefano Leoni, presidente del WWF Italia:

La roadmap 2050 nasce dalla consapevolezza che la crisi climatica rischia di travolgere il Pianeta come lo conosciamo. I rimandi alle responsabilità altrui non funzionano più, ognuno deve fare la propria parte. Siamo anche coscienti dei forti problemi di sicurezza energetica per l’Europa e per l’Italia in particolare. Questi due aspetti rendono quella tracciata dalla roadmap una strada obbligata.

Venendo ai dettagli della strategia tracciata dal WWF Italia fino al 2050, prima di tutto la roadmap individua una tappa intermedia molto importante nel 2030. Per quella data, l’Italia dovrebbe essere in grado di centrare dei target parziali in grado di associare il raggiungimento degli obiettivi al 2050. Ma vediamo nel dettaglio i diversi punti del dossier.

Efficienza energetica: la roadmap del WWF prevede, entro il 2050, un taglio dei consumi energetici del 40% rispetto a quelli del 2010. Due le tappe intermedie: – 5% al 2020 e -16% al 2030, con percentuali che però vanno intese in termini assoluti e non relativi, come prevede l’attuale normativa. A conti fatti, il Panda propone una diminuzione annua dei consumi dello 0,5% fino al 2020 e dell’1,2% nel periodo 2020 – 2030.

Mix energetico: il documento consiglia di aumentare il contributo dell’elettrico non solo nel settore dei trasporti, ma anche nell’industria e nelle abitazioni, in modo da passare, dall’attuale 20%, al 28% nel 2030 e al 43% nel 2050. L’incremento annuo, in questo caso, sarebbe dello 0,7% .

Rinnovabili: il WWF chiede di puntare al 100% di energia pulita nel settore della generazione di elettricità (nel 2010 l’Italia era al 25%). Un balzo in avanti che costerebbe dai 7 ai 9 miliardi di euro l’anno nel periodo 2020-2050, ma che permetterebbe di tagliare le emissioni di CO2 del settore termoelettrico del 97% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990.

L’Italia, conclude l’associazione, non sarebbe la sola ad affrontare un percorso di questo tipo. Basterebbe infatti seguire l’esempio di Germania e Regno Unito, che hanno già varato strategie di lungo periodo in linea con la Roadmap al 2050 varata dall’Unione europea. Una scelta in questa direzione, osserva il WWF, avrebbe anche ripercussioni importanti sul piano economico e occupazionale.

Commenta Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed energia del WWF Italia:

La roadmap 2050 è anche una risposta all’uscita dalla crisi. “Stranamente”, nel dibattito nazionale non si dice mai che il solo settore fotovoltaico nel 2011 ha creato oltre 60.000 posti di lavoro.

28 settembre 2012
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