A fotografare nel dettaglio le politiche e le strategie messe in campo a livello globale per quanto riguarda il settore energetico è la Banca Mondiale, con uno studio che ha preso in esame un totale pari a 111 Paesi di tutto il pianeta. L’indice RISE (Regulatory Indicators for Sustainable Energy) impiegato per la valutazione posiziona l’Italia nella Top 10, ma il lavoro da fare non manca.

Sono stati analizzati parametri relativi principalmente a tre macro-aree: livello di efficienza, sfruttamento delle fonti rinnovabili e reti dedicate alla distribuzione. Una prima panoramica è fornita dall’immagine allegata di seguito, estratta dal documento: le zone colorate in verde sono quelle in cui emergono performance migliori, mentre in quelle rosse la situazione non è affatto ottimale.

Si pensi ad esempio agli stati del continente africano dove centinaia di milioni di persone ancora oggi non hanno accesso alla fornitura elettrica, con ovvie conseguenze in termini di qualità della vita e possibilità di sviluppo economico.

Sono i Paesi emergenti a puntare con maggiore decisione sull’energia pulita, in particolare fotovoltaico ed eolico, complice anche una repentina riduzione dei costi per la realizzazione degli impianti: tra questi, secondo quanto rilevato dalla Banca Mondiale, figurano Sudafrica, Vietnam, Turchia, Brasile, Cile, Messico, Giordania e Marocco.

La “Top 10″ dell’indice RISE vede in testa la Danimarca, seguita da Stati Uniti, Canada, Olanda, Germania, Regno Unito e Romania. L’Italia si piazza in ottava posizione, seguita da Repubblica Ceca e Francia. Le indicazioni per il nostro Paese sono chiare: bisogna investire in primis sulle politiche legate all’efficienza, anche attraverso lo stanziamento di incentivi, indirizzati in particolare al settore produttivo, alla PA e alle utility.

C’è da lavorare anche sul fronte dell’informazione alla cittadinanza, offrendo gli strumenti e le conoscenze necessarie per gestire i consumi in modo intelligente. Bisogna in altre parole puntare alla digitalizzazione dell’intero sistema. Solo così le rinnovabili potranno dare il meglio.

2 marzo 2017
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