Cani e gatti possono condividere un’ambiente in modo molto pacifico, nonostante il loro rapporto storico tra cacciatore e preda. Eppure, anche quando cresciuti insieme, alcuni cagnolini proprio non resistono alla tentazione di rincorrere e acciuffare il micio di casa. Come si possono educare gli animali, allora, alla serena convivenza?

I veterinari di VetStreet sono convinti che ogni cane possa imparare, con un po’ di esercizio, ad amare il suo collega felino. Per farlo, però, non serve un’interazione immediata, bensì un percorso d’abitudine da eseguire passo passo. Vediamo quali sono gli step di questo cammino:

  • Resistenza alla caccia: uno dei fattori che spinge il cane alla rincorsa è la curiosità sollevata dai movimenti repentini del gatto. Un esercizio utile, allora, è mimare il comportamento felino: ci si ponga in piedi davanti al cane, mentre quest’ultimo è seduto, e quando meno se lo aspetta si faccia un passo all’indietro. Il cane sarà naturalmente portato a un balzo. Quando l’animale si abitua a non far seguito al movimento e rimane seduto, lo si premi con delle carezze o dei croccantini: in questo modo, lo si educa a trattare come normali dei comportamenti per lui insoliti, quali appunto gli energici scatti del gatto. Un’alternativa valida a questo gioco è quella di abituare il cane a seguirvi nel movimento e a fermarsi autonomamente non appena il proprietario cessa di spostarsi;
  • Introduzione del gatto: appreso l’esercizio precedente e diventato il cane autonomo, si può introdurre gradualmente il gatto. Si faccia entrare il felino nella stanza da gioco, accertandosi sia a distanza di sicurezza dal cane. Quindi si ripeta l’esperimento del punto precedente, richiamando il cane quando viene distratto dal micio con i comandi del “no” e del “lascialo”. Quando il cane avrà imparato a seguire sempre il proprietario non curandosi del felino, si può passare allo step finale;
  • Educazione del gatto: anche il micio può essere dubbioso per la convivenza con il cane, quindi va incoraggiato e rassicurato. La presenza del proprietario all’interno della stanza, magari con carezze congiunte ai due animali, aiuta la condivisione. Poi, si possono creare delle zone di sicurezza poste in alto – sopra una mensola o un mobile – affinché il micio le raggiunga quando si sente minacciato. Infine, coordinare gli orari del pasto può essere d’aiuto a entrambi.

3 settembre 2013
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