Edera rampicante, coltivazione in vaso e da esterno

L’edera è una delle piante rampicanti più diffuse e, sebbene sia praticamente ubiquitaria e spontanea su tutto lo Stivale, negli ultimi anni è sempre più richiesta come varietà da coltivazione. Con la sua presenza perenne e le foglie lucide, può infatti rappresentare una soluzione valida per abbellire un giardino o un vaso, anche e soprattutto per realizzare pareti ecologiche o divisori naturali a scopo di privacy. Si tratta, tuttavia, di un esemplare dalla crescita rapida e spesso a discapito di altre varietà, di conseguenza è bene seguire alcune facili regole. Quali sono, di conseguenza, i consigli per coltivare l’edera rampicante sia in vaso che all’esterno?

Come facile intuire, dell’edera esistono numerose varietà, che differiscono soprattutto per le caratteristiche e il colore delle loro foglie. Prima di coltivarle, è utile chiedere un parere al proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia, per verificare la compatibilità della pianta con il clima tipico del proprio luogo di residenza.

Edera: origini e caratteristiche

Edera, fiore

Con il termine edera si identifica comunemente un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Araliaceae, quest’ultima suddivisa in numerose specie. Quella più comune, e dalla crescita spontanea pressoché in tutta Italia, è l’Hedera helix, quest’ultima disponibile anche nelle più svariate sottospecie e ibridazioni. Negli ultimi anni, tuttavia, ha preso piede anche la coltivazione di altre specie, in particolare l’Hedera canariensis.

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La pianta si caratterizza per fusti sottili ma lignificati e resistenti, capaci di aggrapparsi alle superfici verticali grazie a delle radici avventizie presenti su tutta la lunghezza dei rami. Dal rapido attecchimento e dalla moltiplicazione altrettanto veloce, l’edera è spesso considerata una specie infestante, poiché con la sua crescita rigogliosa può sottrarre sostanze nutritive ad altre varietà. È il caso di molti alberi da bosco che, proprio poiché fittamente ricoperti da edera, seccano per l’impossibilità di ottenere sufficiente irrorazione solare e nutrienti dal terreno.

Le foglie si presentano con tre o cinque lobi, dall’intensa consistenza e lucidità, con colori che vanno dal verde chiaro allo scuro. Possono presentare anche striature, sia gialle che grigie, a seconda della tipologia o dell’ibrido coltivato. La pianta inizia il ciclo di fioritura quando raggiunge la piena maturità, a circa a 10 anni d’età, e produce dei raggruppamenti di bacche di colore scuro, dal violaceo al nero. La fioritura avviene solitamente in autunno, tra ottobre e novembre, mentre le bacche possono essere disponibili per tutto il corso dell’inverno. Questi frutti non sono commestibili per l’uomo, poiché irritanti e pericolosi per l’apparato digerente, ma spesso rappresentano una fonte alimentare indispensabile per gli uccelli durante la stagione più fredda e più povera.

Coltivazione in giardino e in vaso

Edera in giardino

L’edera rampicante è una pianta che può essere facilmente coltivata sia in giardino che in vaso, predisponendo un adeguato punto d’appoggio per la crescita verticale. Se si preferisce il contenitore, è bene predisporre un palo a cui la pianta potrà aggrapparsi, possibilmente dotato di piccoli bracci per agevolare questa richiesta. In giardino la si può posizionare nei pressi di ringhiere, cancelli e muretti, mentre si dovrà valutare a fondo la possibilità di farla crescere a ridosso delle pareti dell’abitazione. La pianta potrebbe infatti rovinare l’intonaco, aumentare l’umidità e attirare numerosi insetti. Fra questi, però, anche una specie tanto utile come quella delle api, attratte proprio da questo vegetale.

L’edera predilige un clima mediterraneo, compreso tra i 5 e i 25 gradi, e preferisce un’esposizione a mezz’ombra: non gradendo temperature eccessivamente elevate, potrebbe soffrire l’irrorazione diretta del sole nelle stagioni più calde. Il terreno ideale è quello morbido e drenante, per evitare ristagni pericolosi per le sue radici, non eccessivamente concimato: in quanto varietà rustica, infatti, non necessita di terricci estremamente ricchi per una crescita rigogliosa. Le richieste d’acqua, nel frattempo, non sono eccessive: le piante già stabili possono approfittare semplicemente della pioggia, mentre quelle di nuova coltivazione dovranno essere di tanto in tanto annaffiate, inumidendo leggermente il terreno.

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La coltivazione avviene solitamente per talea, poiché la modalità più veloce per ottenere una nuova e prolifica pianta. Questa si realizza tagliando un rametto con foglie da un esemplare adulto, scegliendo le porzioni apicali per una lunghezza di 15 centimetri, da posizionare poi in un vaso con terriccio morbido e ricco di humus oppure direttamente in dimora. In caso si opti per la prima soluzione, il trapianto in giardino avverrà quando la pianta avrà raggiunto circa i 50 centimetri.

L’edera è una pianta che deve essere potata spesso, sia per conferire al cespuglio la forma più gradita che per evitare un’estensione eccessiva, mentre per le concimazioni si può procedere anche soltanto durante la stagione primaverile. Tra le altre operazioni di cura, il controllo regolare delle foglie – se tendenti al giallo indicano un eccesso di acqua – e l’eliminazione di alcuni agenti infestanti, come le cocciniglie.

3 novembre 2018
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