A livello mondiale gli ecovillaggi sono una realtà consolidata e organizzata. Sono centinaia sparsi in tutto il pianeta e la stragrande maggioranza fa capo alla rete internazionale GEN (Global Ecovillage Network), distinta in tre diverse macro-aree geografiche, Europa, Oceania-Asia e America.

Secondo la definizione adottata da GEN, fondata nel 1994 e diventata nel 2000 Ong dell’Onu con speciale status consultivo all’ECOSOC

gli ecovillaggi sono comunità urbane o rurali di persone che cercano di integrare ambiente sociale solidale e stile di vita a basso impatto

In questo quadro, si persegue lo sviluppo di attività centrate su permacultura, abitare sostenibile, energia rinnovabile, pratiche comunitarie. Vivere in maniera ecologica vuol dire perciò essere attenti tanto al rapporto dell’uomo con la Natura quanto alla qualità delle relazioni sociali.

In Italia, il presentarsi e il diffondersi del fenomeno degli ecovillaggi è inscritto nell’ambito della tendenza internazionale. Nel 1996 è stata creata la RIVE (Rete italiana villaggi ecologici), cui hanno aderito differenti esperienze sia storiche che di più recente realizzazione. La RIVE a sua volta è membro del GEN.

Nella “Carta di intenti” di questa associazione, il cui organo sovrano, l’Assemblea dei soci, si riunisce una volta l’anno, si legge che gli ecovillaggi

si ispirano a criteri di sostenibilità ecologica, spirituale, socioculturale ed economica, intendendo per sostenibilità l’attitudine di un gruppo umano a soddisfare i propri bisogni senza ridurre, ma anzi migliorando, le prospettive delle generazioni future

Attualmente, si contano a decine gli ecovillaggi attivi e funzionanti disseminati sul territorio nazionale.

Coltivazione della terra con criteri biologici, attuazione di strategie di risparmio energetico, utilizzazione di impianti fotovoltaici, pannelli solari per l’acqua calda, biomassa per il riscaldamento, riciclo e recupero architettonico con tecniche di bioedilizia sono questi alcuni dei principali aspetti caratterizzanti il modus vivendi ecologico delle comunità di villaggio.

Al loro interno è diffuso il cohousing, una forma di coresidenza attraverso cui si stabiliscono spazi in comune (es. cucina, sala ricreazione ecc.) e si può condividere anche l’uso di elettrodomestici.

16 agosto 2010
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