La Bandiera arancione è il marchio di qualità turistico ambientale scelto dal Touring Club Italia per la valorizzazione delle risorse locali, lo sviluppo della cultura dell’accoglienza, lo stimolo dell’artigianato e delle produzioni tipiche, per dare impulso all’imprenditorialità locale e rafforzare l’identità di ciascun luogo.

L’idea è nata nel 1998 in Liguria, dall’esigenza della Regione di valorizzare l’entroterra. Il marchio è rivolto infatti a piccole località dell’entroterra con meno di 15.000 abitanti, che si siano distinte per un’offerta di eccellenza e un’ottima accoglienza. Sono molti i paesi che ne fanno richiesta, ma tra gli oltre 2.000 propostisi solo 204 sono stati scelti. Tra questi ci sono paesi come Peccioli in Provincia di Pisa, Bandiera arancione dal 2003, premiato per la gestione modello dei rifiuti e, come viene riportato dal Touring Club:

Per aver saputo trasformare una discarica in un’opportunità di sviluppo di tutta l’area, reinvestendo i fondi in progetti di educazione ambientale e di miglioramento.

Altri esempi sono sono Civita, piccolo Comune in Provincia di Cosenza, certificato nel 2010 grazie alla riqualificazione realizzata per il borgo storico, attraverso il recupero di strutture già esistenti, e Campo Tures, in Provincia di Bolzano, paese attento alla produzione di emissioni di CO2, alla riduzione dell’impatto ambientale del turismo e alla valorizzazione della propria filiera enogastronomica.

New entry sono state di recente Chiusi in Provincia di Siena, scrigno di arte etrusca e Perinaldo nell’Imperiese, conosciuto per il suo Osservatorio astronomico e per il carciofo di Perinaldo (Presidio Slow Food).

Ci sono però anche paesi meno virtuosi, che dopo aver passato severe selezioni hanno perso la certificazione a causa di interventi avvenuti nel loro territorio che hanno fatto venir meno i principi sui quali si basa l’assegnazione di questo importante riconoscimento. Ad esempio la valorizzazione del patrimonio culturale, la tutela dell’ambiente, la cultura dell’ospitalità, l’accesso e la fruibilità delle risorse, la qualità della ricettività, della ristorazione e dei prodotti tipici.

È il caso di tre paesi: Sutera recentemente, ma in precedenza anche Altomonte e Mussonevi. Gli unici a dire la verità, a cui è toccato questo destino. Sutera, in Provincia di Caltanissetta, è colpevole della realizzazione di un ascensore panoramico, che collegherebbe la città alla sommità del Monte San Paolino, ma che oltre ad aver mutato le condizioni ambientali e paesaggistiche, non è mai nemmeno entrato in funzione.

Ad Altomonte invece, in Provincia di Cosenza, era stato costruito, a servizio dell’albergo che ha sede nel Castello del Conte, un parcheggio multipiano in cemento armato, che ha sventrato parte della collina. Il Comune vi si era opposto, ma senza successo, così nel 2013 la Bandiera, a sei anni dall’assegnazione, è stata tolta.

Mussonevi, sempre in Provincia di Caltanissetta, ne è stato privato invece nel 2005 per aver disatteso il piano di miglioramento in cui erano indicate linee di lavoro definite dal Touring Club “condizionanti” al mantenimento della certificazione e che riguardavano ad esempio il miglioramento della segnaletica, la gestione dei rifiuti e l’accessibilità al verde.

Il Club infatti, oltre ad applicare più di 250 criteri selettivi di valutazione, fa dei controlli ogni tre anni sulle varie località. Si trata di un marchio temporaneo, che può essere tolto in ogni momento, ma per il quale c’è anche la possibilità di un ritorno. Qualora infatti, anche i paesi che sono stati “puniti” per la comparsa di particolari criticità riuscissero a risolverle potrebbero essere valutati nuovamente e avere la possibilità di riguadagnare la Bandiera arancione.

Un marchio che non è solo simbolico, perché i risultati ottenuti dall’assegnazione e dalle politiche messe in atto in conseguenza di questo, sono tangibili: da quando è partita la certificazione ci sono stati incrementi medi di domanda del 79% per le strutture, con un aumento dei posti del 65%, degli arrivi del 43% e delle presenze del 35%.

13 febbraio 2015
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