Ieri nell’ambito della Borsa Internazionale del Turismo (BIT) 2016 di Milano, durante l’incontro: “Il Futuro del Turismo è Sostenibile” è stato presentato il VI rapporto “Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo” realizzato dalla Fondazione UniVerde e dall’istituto indipendente IPR Marketing – sondaggi e ricerche.

I dati confermano sostanzialmente le rilevazioni degli anni precedenti e rivelano un’attenzione per l’ambiente, una conoscenza delle varie tipologie di turismo sostenibile e una predilezione per aree di particolare pregio naturalistico e culturale, che si stanno affermando tra gli italiani.

Lo spiega Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde, che sottolinea come sia importante valorizzare il nostro patrimonio naturale e culturale per un turismo sano che agisca da motore per la nostra economia:

Gli italiani cercano natura e paesaggi in misura uguale alle mete di arte e di cultura. L’Italia deve prendere consapevolezza del primato della biodiversità in Europa, dobbiamo valorizzarlo anche creando una rete di servizi, dalla mobilità all’ospitalità, utile a diffondere e incrementare il turismo nei nostri parchi.

Le nostre ricchezze naturali meritano una promozione virtuosa così come quelle storiche, artistiche e architettoniche. Le aree protette, valorizzate in modo davvero sostenibile, possono arricchire l’offerta turistica italiana, creare occupazione in aree preziose per la salvaguardia ambientale e la prevenzione dal dissesto idrogeologico.

Sono il 62% gli italiani intervistati che dichiarano di visitare Parchi naturali nazionali o regionali. Quelli più gettonati sono il Parco Nazionale delle Cinque Terre (visitato dal 50% del campione), quello del Gargano (47%) e quello dello Stelvio (46%). Il più conosciuto è invece il Parco della Sila (il 65% degli intervistati lo conosce), seguono il Parco Nazionale del Gran Paradiso (60%), il Parco Nazionale dello Stelvio (57%), quello del Gargano (57%), del Gran Sasso e Monti della Laga (53%) e il Parco Nazionale delle Cinque Terre (51%).

Il 74% degli italiani intervistati conosce il turismo sostenibile, che viene considerato eticamente corretto, il 60% ha sentito parlare di ecoturismo. Gli italiani si dimostrano ottimisti nel valutare questo come un fenomeno in crescita: il 60% è convinto che nei prossimi 10 anni ci sarà un ulteriore sviluppo del settore. Il 44% dichiara di essere disposto a spendere fino ad un 20% in più per fare scelte a garanzia della tutela dell’ambiente. A questo si aggiunge un 6% che pone il rispetto ambientale come priorità a prescindere dal prezzo.

Quasi la metà del campione (46%) ritiene che il vincolo della sostenibilità per lo sviluppo economico, all’interno di un’area turistica, rappresenti un’opportunità di crescita e un 41% lo ritiene una vera e propria necessità.

Nell’indagine vengono valutati anche gli aspetti negativi che può avere il turismo, che spesso si traducono in danni per l’ambiente, il paesaggio e l’economia del luogo. Gli italiani sembrano percepire maggiormente la minaccia della cementificazione e della speculazione edilizia: secondo il 58% è il principale problema creato da un certo tipo di turismo, non rispettoso dell’ambiente. Solo a distanza compaiono il problema dell’inquinamento (21%) e del sovraffollamento (12%).

12 febbraio 2016
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