Verbania, Belluno e Bolzano sono le tre città più vivibili d’Italia. A rivelarlo è il rapporto Ecosistema Urbano 2014 di Legambiente, presentato oggi a Torino. I dati raccolti dagli ambientalisti sulla vivibilità delle città italiane non tracciano però un quadro complessivo confortante. Molti capoluoghi della penisola sono infatti inquinati, congestionati dal traffico e con pochi spazi verdi a disposizione dei cittadini.

La maglia nera spetta a Crotone, Isernia e Agrigento, mentre i centri medio-piccoli del Nord-Italia sono in genere nettamente più vivibili. Gli analisti hanno assegnato un punteggio alle varie città italiane basandosi su 18 indicatori: dai tassi di smog alla qualità delle acque, dalla gestione dei rifiuti al trasporto pubblico.

Dall’analisi dei dati purtroppo emerge che persino le città più virtuose hanno totalizzato punteggi pessimi in alcuni ambiti. Basti pensare che Trento, la quarta città più vivibile d’Italia, ha sforato i livelli di biossido di azoto consentiti. Le città più inquinate d’Italia, per quanto concerne i livelli di biossido di azoto sono Trieste, Milano, Torino e Roma, che hanno superato la soglia dei 50 μg/mc.

Sul fronte della raccolta differenziata, le città italiane viaggiano su binari opposti: da un lato, un terzo dei Comuni non supera nemmeno la quota del 35% che avrebbero dovuto raggiungere già nel 2006, dall’altro un terzo dei Comuni ha superato la percentuale del 50%. Tra questi spiccano Benevento e Salerno che avrebbero già sfiorato la soglia del 65%.

Sul fronte della dispersione dell’acqua, il dato è poco confortante: ben 52 città italiane sprecano oltre il 30% dell’acqua immessa nelle rete idrica. La maglia nera spetta alla città di Cosenza, a quota 77%. A sprecare meno acqua è invece la città di Foggia dove i tassi di dispersione non superano l’8%. Per quanto riguarda la mobilità sostenibile, a esclusione di Bolzano, le altre città fanno ancora i conti con troppe auto in circolazione.

Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, commenta i risultati di Ecosistema Urbano 2014 senza nascondere la sua amarezza per le politiche poco lungimiranti e insostenibili portate avanti dalle amministrazioni urbane italiane. Una situazione stagnante, quella italiana, anche alla luce dei progressi straordinari che stanno invece compiendo, anno dopo anno, le altre città europee. Come sottolinea in una nota:

Non mancano i segnali di cambiamento: il successo della raccolta differenziata a Milano e Andria, il car-sharing a Roma e Milano, le pedonalizzazioni a Bologna, la mobilità a Bolzano, pochi segnali positivi in una situazione bloccata.

Per Legambiente, oggi più che mai, occorre ideare una strategia positiva di trasformazione delle città a lungo termine:

Quello che davvero manca è la capacità di immaginare il traguardo, il punto d’arrivo verso cui tendere, sia nel breve che nel lungo o lunghissimo periodo.

27 ottobre 2014
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