Diffuso da Legambiente il nuovo rapporto “Ecosistema Scuola“. I dati che ne emergono sono tutt’altro che rassicuranti, a cominciare da quel 41,2% di edifici che risulta costruito in aree a rischio sismico.

Secondo il rapporto Ecosistema Scuola, giunto alla sua quindicesima edizione, il 58% degli edifici scolastici risulta antecedente alla normativa antisismica datata 1974. Necessita di interventi di manutenzione urgenti il 32,5% delle scuole, mentre il 9,8% si trova posizionato in aree a rischio idrogeologico, il 41,2% come detto in zone a dichiarato pericolo sismico e l’8,4% vulcanico.

Non sono positivi neanche i riscontri in merito alle dotazioni di certificati essenziali, quel ad esempio quello relativo alla prevenzione incendi. Appena il 22,2% ha poi svolto con regolarità le verifiche in merito alla “vulnerabilità sismica”. Ridotti anche servizi come lo scuolabus (22,5 delle scuole ne dispone) e pedibus (5,2%). Interventi per la messa in sicurezza degli edifici scolastici necessari e urgenti, come sottolinea Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente:

La messa in sicurezza e la riqualificazione energetica degli edifici scolastici devono essere uno degli obiettivi prioritari di questo Paese e un’occasione dalla quale partire per creare un altro sviluppo, per contribuire alla rigenerazione urbana, ma soprattutto per far uscire l’edilizia scolastica italiana dall’attuale stato di emergenza in cui si trova. Abbiamo bisogno di scuole più sicure ed energeticamente efficienti.

Per questo proponiamo al Governo Renzi di vincolare i prossimi finanziamenti, che erogherà alle Amministrazioni, a progetti che uniscano messa in sicurezza e abbattimento dei consumi energetici del 50% rispetto ai consumi di partenza della scuola. Tra l’altro la stessa direttiva europea 2012/27 Ue sull’efficienza energetica chiede una riqualificazione annua del 3% degli edifici pubblici, un’opportunità che l’Italia non può perdere.

Nella speciale classifica delle città più virtuose al primo posto si posiziona Trento, seguita da Pordenone e Forlì. Indietro il Centro e il Sud, così come alcune delle maggiori città italiane:

  • 1) Trento;
  • 2) Pordenone;
  • 3) Forlì;
  • 4) Prato;
  • 5) Reggio Emilia;
  • 6) Piacenza;
  • 7) Sondrio;
  • 8) Bergamo;
  • 9) Verbania;
  • 10) Bolzano;
  • 17) Firenze;
  • 21) Lecce;
  • 23) Torino;
  • 36) Milano;
  • 39) Napoli;
  • 65) Bari;
  • 66) Roma;
  • 75) Genova.

13 novembre 2014
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