Per accelerare la transizione verso un’economia circolare l’ENEA ha proposto l’istituzione di un’Agenzia per l’uso efficiente delle risorse. L’organo, già presente in altri Paesi occidentali, favorirebbe la diffusione delle tecnologie e dei metodi produttivi più efficienti, aiutando le varie filiere ad abbattere i consumi e l’impatto ambientale.

La proposta è stata avanzata dall’ENEA nel corso del convegno “L’Italia verso l’economia circolare. Gli strumenti operativi per una gestione efficiente delle risorse”. L’evento, svoltosi ieri a Roma, è stato un’occasione per evidenziare i benefici economici e ambientali dell’economia circolare. Secondo l’ENEA un modello economico più virtuoso, improntato all’uso efficiente e al riciclo delle risorse, creerebbe 541 mila posti di lavoro in Italia, a fronte dei 35 mila stimati se lo scenario restasse invariato.

I risparmi maggiori si avrebbero nel settore manifatturiero grazie ai costi inferiori delle materie prime riciclate, che attualmente pesano fino al 60% sul prezzo finale dei prodotti. Complessivamente le imprese potrebbero risparmiare fino a 600 miliardi di euro all’anno tramite l’efficienza energetica e il riutilizzo delle risorse.

Le emissioni di gas serra si ridurrebbero di 450 milioni di tonnellate all’anno. Il presidente dell’ENEA Federico Testa ha proposto di affidare all’Agenzia nazionale per l’energia il compito di guidare il nuovo organo:

La transizione verso un’economia circolare è fondamentale e la creazione di un’Agenzia per l’uso efficiente delle risorse consentirebbe di rendere disponibili, attraverso un approccio sistemico, tecnologie e metodologie per una gestione eco-efficiente delle risorse e di fornire supporto diretto alla PA, alle imprese, in particolare alle PMI. L’Enea, con le sue strutture e competenze, potrebbe svolgere con efficacia questo ruolo.

Roberto Morabito, a capo del dipartimento sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali dell’ENEA, ha definito prioritario per l’Italia l’abbandono di un’economia lineare. Il nostro Paese è povero di materie prime, ma ricco di industrie manifatturiere. L’economia circolare potrebbe garantire ai produttori italiani risorse abbondanti e a basso costo diminuendo l’approvvigionamento dall’estero.

Nel corso del convegno si è discusso del nuovo pacchetto sull’economia circolare allo studio dell’UE. Il provvedimento conterrà ulteriori misure per incentivare la filiera del riciclo e i prodotti verdi. Il sottosegretario all’ambiente Silvia Velo, intervenuta al convegno, ha dichiarato che l’Italia è pronta a centrare target più ambiziosi:

Si tratta della sfida ambientale ed economica più importante dei prossimi anni. A maggior ragione lo è per il nostro Paese, da sempre leader in Europa sul riuso e sul riciclaggio di materiali e prodotti.

6 maggio 2016
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