Al via gli Stati Generali della Green Economy. Alla presenza del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti si sono aperti i lavori dell’edizione 2014, ospitata come in precedenza dai padiglioni di Key-Energy presso Ecomondo.

Durante l’inaugurazione lo stesso ministro dell’Ambiente ha parlato delle necessità legate allo sviluppo sostenibile delle imprese impegnate nei settori legati alla Green Economy. Galletti ha poi sottolineato durante il messaggio di presentazione dei lavori come il concetto stesso di “Green Economy” possa rappresentare un limite per la ripresa e la crescita dell’economia nazionale:

Stiamo presentando un cambiamento possibile oggi, necessario e indispensabile per rendere la nostra economia, tutta la nostra economia più competitiva rispetto a quelle degli altri Paesi.

Non è più un problema di Green Economy, noi dobbiamo uscire dalla trappola della Green Economy per affermare che tutta l’economia deve essere rispettosa dell’ambiente, solo così si salvaguarda il principio del rispetto dell’ambiente, ma nel contempo diventa competitiva.

Un altro modello di economia possibile, prosegue Galletti, che sappia ispirarsi soprattutto a un concetto differente di fare impresa. Un rispetto per l’ambiente che sia impostato su basi di efficienza nell’utilizzo delle materie prime:

Non è più possibile sostenere uno sviluppo che continua a usare tante materie e produce tanti sviluppi Un grande obiettivo ambientale, ma anche un grande obiettivo economico.

Le aziende vincenti sul piano economico saranno quelle capaci di impiegare meno risorse prime e produrre meno rifiuti. Chi passerà per primo da un’economia lineare a un’economia circolare sarà competitivo nel nuovo mondo.

5 novembre 2014
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marval2012 Mario Valente, mercoledì 5 novembre 2014 alle21:14 ha scritto: rispondi »

Il ministro Galletti sostiene tutto e il contrario di tutto con il suo "piano" di economia senza sprechi di risorse naturali deperibili e pulite. Una scelta la deve fare anche chi ha al momento strumenti finanziari molto esigui. Anzi, questo dovrebbe essere il momento di fare valere concreti progetti produttivi per economie di scala ad alta intensità di lavoro, bassa quantità di capitali con forte abbattimento di idrocarburi inquinanti. Germania docet!

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