Se nel 2014 le tonnellate di RAEE raccolte (231.717) avevano segnato una crescita rispetto all’anno precedente, per il 2015 arriva l’allarme lanciato da ASSORAEE (Associazione Recupero Rifiuti Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) di FISE UNIRE/Confindustria: il settore dei riciclo di questo tipo di rifiuti è in crisi.

Il rischio che il nostro Paese sta correndo è stato segnalato durante l’appuntamento annuale Forum RAEE, promosso nell’ambito di Ecomondo 2015, insieme al Centro di Coordinamento RAEE. La causa sarebbe principalmente il crollo dei prezzi di materie prime come il ferro, la plastica e l’alluminio, che derivano dal trattamento dei RAEE.

Da aprile ad oggi il loro valore è sceso del 30-35%, ma è stato a settembre di quest’anno che si è avuto il tracollo decisivo: l’alluminio è arrivato a -220 €/tonnellata, il ferro a -56 e la plastica a -59. La plastica in particolare è la materia più a rischio perché si stima che potrebbe anche sparire dal mercato.

Gli impianti di riciclo traggono la maggior parte del loro guadagno proprio dalla vendita della materia prima seconda generata dal trattamento dei rifiuti. È quindi sulla parte finale della filiera che si scaricano gli effetti più pesanti di questa variabilità dei prezzi.

I contratti attuali oggi non prevedono variazioni o riallineamenti, ma ASSORAEE chiede che quelli sottoscritti con i sistemi collettivi siano rivisti e prevedano meccanismi di adeguamento, mettendo in atto o un aumento del prezzo di trattamento o una diminuzione del costo d’acquisto.

A rendere la situazione ancora più complessa poi sta il fatto che il decreto sul trattamento adeguato non è ancora stato adottato. Avrebbe dovuto assicurare pari condizioni operative agli impianti di trattamento, a garanzia della libera concorrenza sul mercato e, stabilendo regole certe e un adeguato sistema di controlli, avrebbe garantito qualità, sicurezza e una buona gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici. Il presidente di ASSORAEE Gabriele Canè spiega che le istituzioni e tutte le componenti della filiera devono interessarsi al problema:

Chiediamo misure rapide e concrete per non vedere collassare un sistema che è stato preso a modello da diversi Paesi europei. Occorre una maggiore sensibilità delle istituzioni e delle altre componenti della filiera verso il comparto.

È opportuno un maggior coinvolgimento di tutti gli attori della filiera sulla sostenibilità economica del sistema e sui mercati di sbocco dei materiali riciclati, secondo i principi ormai condivisi del “chi inquina paga” e della “responsabilità estesa del produttore”.

Se non si riuscirà a tutelare questo settore, l’Italia potrebbe mancare l’obiettivo imposto dall’Europa di 7,5 kg di RAEE raccolti pro capite entro gennaio 2016 e di 10 kg entro il 2019. Attualmente siamo arrivati ai 3,8 kg.

6 novembre 2015
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