Si terrà nell’ambito di Ecomondo e Key Energy 2017, dal 7 all’8 novembre, la sesta edizione degli Stati Generali della Green Economy. L’appuntamento è sempre più vicino, promosso come nelle precedenti occasioni dal Consiglio Nazionale della Green Economy in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare e il Ministero dello Sviluppo Economico, e con il supporto tecnico della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

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Grande attesa per la mattinata del 7 novembre, quando gli Stati Generali della Green Economy si animeranno con la presentazione del manifesto programmatico per la transizione verso l’economia “verde” e della III Relazione sullo stato della Green Economy. Come ha sottolineato Lorenzo Cagnoni, presidente di Italian Exhibition Group, ente organizzatore di Ecomondo:

Le giornate di avvio delle nostre fiere dedicate alla green economy offrono una forte accelerazione al dibattito su temi che sono centrali in ogni idea di sviluppo economico e sociale. Siamo orgogliosi e grati di ospitare questo prestigioso appuntamento, che trova nel quartiere la declinazione industriale e le esperienze che concretizzano gli stimoli e gli indirizzi che i prestigiosi relatori affidano ai partecipanti.

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Particolare attenzione verrà prestata in avvio al rapporto tra programmi dei partiti politici e iniziative “green”. Questo per individuare strumenti e proposte di “policy” che sappiano fornire basi concrete di discussione in vista delle prossime elezioni nazionali. Il dibattito ruoterà intorno a temi quali energie rinnovabili, economia circolare (riciclo, raccolta differenziata urbana ecc.), mobilità sostenibile pubblica e privata, auto elettriche, consumo di suolo e qualità dell’aria. Chiunque potrà partecipare al dibattito utilizzando, sui principali social network, l’hashtag #politichegreen.

Programma molto fitto anche in occasione della seconda giornata, l’8 novembre, con la sessione plenaria conclusiva “Europa, Cina e Usa: il futuro della Green Economy nei nuovi equilibri mondiali?”. Due le fasi di approfondimento: una prima avrà un taglio più politico, mentre la seguente si focalizzerà più sull’aspetto imprenditoriale.

Si discuterà inoltre dei nuovi equilibri mondiali scaturiti dall’abbandono da parte di Trump dell’Accordo di Parigi, al quale la US Climate Alliance (organizzazione formata da 15 Stati americani, in rappresentanza del 36% della popolazione statunitense) ha risposto confermando il proprio impegno nel raggiungere il target previsto dal documento parigino. Dibattito che analizzerà anche la posizione della Cina, impegnata a tagliare del 60-65% entro il 2030 le proprie emissioni rispetto al 2005, o dell’Europa.

17 ottobre 2017
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