Il calendario della 20esima edizione di Ecomondo è ricco di appuntamenti. Tra questi la presentazione ufficiale della piattaforma tecnologica nazionale sul (bio)metano, in programma per oggi. Il documento programmatico è stato realizzato dal Consorzio Italiano Compostatori per favorire lo sviluppo della filiera.

L’obiettivo principale dell’iniziativa è di raggiungere una produzione di gas naturale da fonti non fossili pari a 8,5 miliardi di metri cubi all’anno. A unire le forze per centrare il target, da raggiungere entro il 2030, saranno oltre al CIC Anigas, Assogasmetano, CIB – Consorzio Italiano Biogas, Confagricoltura,Fise-Assoambiente, Legambiente, NGV Italy, Utilitalia.

=> Leggi i primi dati da Ecomondo 2016 sulla Green Economy in Italia

Le aziende della filiera del biogas e le associazioni ambientaliste per la prima volta coordineranno gli sforzi per estendere e rafforzare l’industria del biogas. Grazie a questo carburante pulito e rinnovabile sarà possibile abbattere le emissioni del settore dei trasporti; garantire una fonte integrativa di reddito agli agricoltori; dare nuovo slancio alla filiera del riciclo dei rifiuti organici.

Al momento la produzione italiana di biogas può contare su circa 1.500 impianti operativi, per una potenza complessiva di 1.200 MW e una produzione annua di 2,4 miliardi di metri cubi. Il biometano viene prodotto dai reflui zootecnici, dalla frazione umida della raccolta differenziata urbana e dai sottoprodotti agricoli.

La filiera italiana oggi impiega già 12 mila addetti. L’Italia occupa una posizione da leadership in Europa, posizionandosi al secondo posto tra i maggiori produttori di biometano, preceduta solo dalla Germania.

=> Scopri il biometano dalle acque nere

A livello globale l’Italia è il quarto produttore dopo la Cina, la Germania e gli Stati Uniti. Secondo le stime del CIC la produzione nazionale di biogas potrebbe raggiungere gli 8,5 miliardi di metri cubi annui, arrivando a coprire il 12-13% della domanda.

Entro il 2020 dalla sola raccolta differenziata dei rifiuti organici, pari a 5,8 Mton/anno di FORSU, si potranno ricavare 300.000.000 kg di biometano. La filiera oltre ad aiutare l’Italia a mantenere fede all’Accordo sul clima di Parigi creerà nuovi posti di lavoro, con una media di 6,7 addetti per MW installato.

Nella filiera agricola entro il 2020 i posti di lavoro nella bioraffinazione potrebbero raddoppiare, passando dalle attuali 12 mila unità a 24 mila addetti. Il CIC ha ricordato i risultati positivi già raggiunti nel settore agricolo grazie al progetto Biogasfattobene®, un protocollo che garantisce il rispetto dei suoli e della biodiversità e promuove la fertilizzazione dei terreni con il digestato.

Nel settore dei trasporti il biometano ha grandi potenzialità ancora in gran parte inespresse. Un milione di vetture a metano che già circolano nel Paese potrebbero essere alimentate a biometano. Le emissioni dei veicoli a biometano si attestano sui 5 gC02eq/Km, pari al 97% in meno delle emissioni di un’auto a benzina. La produzione di ossidi di azoto è del 70% più bassa. Inoltre i veicoli a biometano come le auto elettriche non generano PM10.

A Ecomondo 2016 il CIC celebrerà un altro traguardo importante. Grazie all’impegno delle associazioni di settore la filiera del biogas italiana ha superato un grosso scoglio, ottenendo la pubblicazione delle procedure applicative per l’immissione in rete dal GSE.

Nei prossimi mesi le imprese e le associazioni ambientaliste che hanno aderito alla piattaforma tecnologica sul biogas cercheranno di rimuovere le ultime barriere burocratiche per favorire nuovi investimenti e instaurare un dialogo costruttivo con le istituzioni.

9 novembre 2016
In questa pagina si parla di:
Immagini:
CIC
Lascia un commento