Altre 10 aziende tessili aderiscono allo standard Detox di Greenpeace per l’ecomoda. Un ulteriore passo in avanti per la campagna dell’associazione contro l’utilizzo di sostanze tossiche nella lavorazione dei tessuti destinati all’abbigliamento.

Fino a oggi sono 76 le aziende che si sono impegnate in base allo standard Detox, il più elevato per quanto riguarda l’impiego di sostanze chimiche nel settore tessile, circa il 15% della produzione di abbigliamento mondiale. Ha scelto di aderire ai criteri promossi da Greenpeace:

  • Beste (tintoria e finissaggio tessuti);
  • Ongetta (filatura);
  • Dienpi (produttore di etichette);
  • Maglificio Ripa (tessitura);
  • Monticolor (filatura);
  • Imbotex (produttore di imbottiture);
  • Alesilk (tessitura);
  • Italtextil Sarata (filatura) che produce in Romania;
  • Filmar (filatura) e la consociata Filmar Nile (filatura/nobilitazione) che produce in Egitto.

Queste aziende vanno ad aggiungersi, secondo quanto riportato da Greenpeace, alle “27 aziende del distretto tessile di Prato e ai 39 marchi internazionali che si sono impegnati per una produzione priva di sostanze tossiche”. Parte dell’impegno è stato caratterizzato dalla definizione di scadenze certe per l’eliminazione dei contenuti tossici dalle proprie filiere. Come ha riferito Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna Inquinamento di Greenpeace:

Le nuove adesioni confermano, ancora una volta, che Detox è già lo standard per rivoluzionare uno dei settori produttivi più inquinanti al mondo e rappresentano la risposta migliore alle recenti critiche pervenute dal settore chimico.

Critiche che hanno visto protagoniste due importanti realtà del settore relativo alla produzione di sostanze chimiche utilizzate nel campo della moda, la ETAD (Ecological and Toxicological Association of Dyes and Organic Pigments) e la TEGEWA (Textilhilfsmittel Gerbstoffe and Waschrohstoffe), secondo le quali la sfida “scarichi zero” riguardo le “sostanze tossiche” sarebbe persa in partenza.

Una sfida che invece può essere vinta secondo Greenpeace, grazie anche alle soluzioni tecniche già disponibili. Secondo quanto ha sottolineato in conclusione Ungherese:

Gli standard dettati dalla campagna Detox di Greenpeace sono ormai la norma del settore e gli argomenti del settore chimico sono solo delle scuse, poco credibili, dietro cui nascondersi.

31 maggio 2016
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