Gli ecoreati in Italia non accennano a diminuire. Lo dimostrano i dati pubblicati da Legambiente nell’ultimo report sull’ecomafia, redatto in collaborazione con il Cobat.

Dal rapporto, pubblicato dalla casa editrice Marotta e Cafiero, si apprende che nel 2014 i reati commessi contro l’ambiente sono stati ben 29.293, pari a 80 al giorno. Questa cifra tiene conto soltanto degli illeciti denunciati e accertati dagli inquirenti.

Quella dell’ecomafia è un’economia purtroppo molto fiorente in Italia. Secondo Legambiente il giro d’affari lo scorso anno si è aggirato sui 22 miliardi di euro. A movimentare più denaro sporco è il settore dei rifiuti che nel 2014 ha fatto registrare un aumento delle infrazioni del 26%.

La maglia nera va alla regione Puglia con 4.499 ecoreati accertati. Seguono a ruota le altre regioni meridionali caratterizzate da una grossa presenza mafiosa: Sicilia, Campania e Calabria. In queste 4 Regioni si concentra la metà degli ecoreati compiuti in Italia.

Al Nord è la Liguria la regione con il maggior numero di reati ambientali mentre la Lombardia è la più corrotta. Al Centro-Italia a detenere il record di illeciti contro l’ambiente è il Lazio.

Secondo Legambiente lo scorso anno la corruzione dilagante ha portato a un incremento dell’abusivismo edilizio pari al 4,3%. Malgrado i controlli e le pene severe, gli ecoreati non accennano a diminuire nemmeno nel settore agroalimentare che nel 2014 ha fatto segnare 7.985 illeciti, per un giro d’affari di 4,3 miliardi di euro.

Il report sull’ecomafia di Legambiente rivela che in Italia a fare grossi affari è anche il racket degli animali, per un totale di 7.846 reati accertati dalle forze dell’ordine lo scorso anno.

Malgrado lo scenario non sia dei più rosei Legambiente si mostra fiduciosa perché nel 2015, grazie all’approvazione del ddl sugli ecoreati, gli illeciti dovrebbero diminuire per effetto delle pene severe introdotte nel Codice Penale. Lo ha ricordato Rossella Muroni, direttrice nazionale di Legambiente, intervenendo alla presentazione del rapporto sulle ecomafie:

Quella del 2015 è una data straordinaria, l’anno della legge che introduce finalmente nel codice penale uno specifico titolo dedicato ai delitti contro l’ambiente, che punisce chi vuole fare profitti a danno della salute collettiva e degli ecosistemi.

Per la Muroni la legge n. 68 del 22 maggio 2015 si rivelerà uno strumento prezioso per combattere la corruzione dilagante: dagli appalti truccati che permettono a imprenditori edili disonesti di cementificare il territorio al business che si è venuto a creare intorno alla gestione delle emergenze.

Un messaggio di speranza condiviso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato l’importanza di difendere il territorio dalle ecomafie per tornare a crescere in modo sostenibile:

Ricostruire un equilibrio tra territorio e società, tra sviluppo e cultura, tra ambiente e diritto della persona è anzitutto la grande impresa civica a cui ciascuno di noi è chiamato con responsabilità. Il rispetto dell’ambiente è essenziale per la coesione sociale e per la ripresa del Paese.

30 giugno 2015
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