Ecomafia 2018, Legambiente: 84 reati al giorno, 14 mld il giro d’affari

Arresti record nel 2017 per quanto riguarda i reati ambientali. Questo uno dei dati incluso nel Rapporto Ecomafia 2018 appena presentato da Legambiente, nel quale si leggono anche ulteriori dati relativi al giro d’affari (pari a 14,1 miliardi di euro). Gli illeciti commessi lo scorso anno ammontano a 30.692, per una media di 84 al giorno.

Tra le aree che fanno registrare una percentuale di illeciti ambientali maggiore rispetto al totale si trova in vetta, secondo Ecomafia 2018, il settore rifiuti (24%), seguito a poca distanza dai delitti contro gli animali e la fauna selvatica (22,8%), dagli incendi boschivi (21,3%) e un po’ più indietro dal ciclo del cemento (12,7%). In termini assoluti viene commesso il più alto numero di reati contro l’ambiente nel settore agroalimentare, ben 37.351, a fronte di 22.000 denunce, 196 arresti e 1.491 strutture chiuse.

=> Leggi i dati del rapporto Ecomafia 2017

La Regione in cui si verificano più infrazioni ai danni dell’ambiente (accertate) vi è la Campania (14,6%), seguita da Sicilia (10,6%), Puglia (10,4%) e Calabria (9,3%). La più virtuosa è la Valle D’Aosta (0,2%), seguita dal Trentino-Alto Adige (1%) e dal Molise (1,4%). Nel Centro Italia maglia nera per il Lazio (8,9%), seguito a poca distanza dalla Toscana (7,1%).

Nel complesso è record nel 2017 anche per quanto riguarda il numero di ordinanze di custodia cautelare emesse per reati ambientali, 538 (il 139,5% in più rispetto al 2016). La crescita può essere ricondotta anche a una maggiore applicazione, sottolinea Legambiente presentando il rapporto Ecomafia 2018, della legge 68. Nello specifico, secondo fonti del Ministero della Giustizia: 158 arresti relativi a delitti di inquinamento ambientale, disastro e omessa bonifica, con ben 614 procedimenti penali avviati (265 quelli 2016); 76 le inchieste per traffico organizzato (32 l’anno precedente), che hanno fruttato 177 arresti, 992 trafficanti denunciati e 4,4 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrati.

Il nemico principale secondo l’associazione resta la corruzione, prosegue l’associazione. Questo mentre a crescere è anche il fatturato degli illeciti ambientali, si legge nel rapporto Ecomafia 2018, il cui giro d’affari è arrivato a quota 14,1 miliardi di euro (+9,4% rispetto al 2016). Come ha sottolineato Stefano Ciafani, presidente Legambiente:

I numeri di questa nuova edizione del rapporto Ecomafia dimostrano i passi da gigante fatti grazie alla nuova normativa che ha introdotto gli ecoreati nel Codice penale, ma servono anche altri interventi, urgenti, per dare risposte concrete ai problemi del Paese. La lotta agli eco criminali deve essere una delle priorità inderogabili del governo, del parlamento e di ogni istituzione pubblica, così come delle organizzazioni sociali, economiche e politiche, dove ognuno deve fare la sua parte, responsabilmente.

Contiamo sul contributo del ministro dell’ambiente Sergio Costa e sulla costruzione di maggioranze trasversali per approvare altre leggi ambientali di iniziativa parlamentare come avvenuto nella scorsa legislatura. Noi lavoreremo perché tutto questo avvenga nel più breve tempo possibile, continuando il nostro lavoro di lobbying per rendere ancora più efficace la tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e delle imprese sane e rispettose della legge.

10 luglio 2018
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