Uno dei grandi problemi che attanagliano l’ambiente è la gran quantità di fogli di carta che ogni giorno, in tutto il mondo, vengono utilizzati, troppo di frequente per motivi del tutto inutili. Ettari ed ettari di foresta, che quotidianamente viene appallottolata e finisce in un cestino, dopo aver stampato pile illeggibili di tabelle contabili, magari per pura routine e formalità.

Questo problema è amaramente noto, e sebbene persista, c’è di buono che in molti uffici del nostro paese, compresi i migliaia della pubblica amministrazione, si sta iniziando a comprendere il valore (anche economico) che può avere in burocrazia la digitalizzazione.

Ciononostante, anche per quanti stanno attenti ai consumi di carta, spesso è indispensabile o quasi stampare alcuni documenti. In questo caso, la regola fondamentale è quella di utilizzare carta riciclata (non sbiancata al cloro, però). Ma, cosa meno nota, esistono anche delle accortezze che si possono prendere dal lato stampante, o meglio, per quanto riguarda il consumo di inchiostro.

Se si pensa alle stampanti utilizzate negli uffici, nelle scuole, nelle case, ci si avvicina ad un’idea di quello che può essere l’impatto ambientale delle cartucce una volta divenute rifiuto, tra plastica, coloranti, eccetera. In questo caso possono aiutare le cartucce ecologiche, o ad elevata durata, con le giuste impostazioni (si pensi che molte cartucce sono “programmate” per risultare esaurite quando hanno ancora un buon 20 per cento di inchiostro!).

C’è poi una novità in più, decisamente originale, ma che può offrire senza dubbio il suo significativo contributo. Si tratta dell’Ecofont, una piccola idea nata ad Utrecht, da alcuni ragazzi olandesi, oggi operanti sotto il nome di SPRANQ Creative Communications.

L’EcoFont ha due vantaggi: il primo è che è gratuito, e immediatamente scaricabile. Il secondo è che, essendo solamente un font (tipo di carattere), è assolutamente indipendente dalla stampante, e non può incontrare problemi di incompatibilità di sorta.

Il sistema di funzionamento è tanto banale quanto geniale. Dentro i suoi caratteri, questo font ha dei “buchi”, pallini rotondi lasciati bianchi, che alle dimensioni più comuni (8-10-12) risultano impercettibili al lettore (provare per credere, stampando il file di licenza). Con un risparmio di inchiostro del 20 per cento, con relativi vantaggi ecologici & economici.

Un piccolo contributo alla causa dei rifiuti, ma che come al solito si unisce a tanti piccoli contributi che possono fare la differenza: se un gran numero di persone utilizzasse le giuste impostazioni della stampante e questo font, si arriverebbe quasi a dimezzare (20 per cento più 20 per cento) il consumo di cartucce.

9 febbraio 2009
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reverse phone lookup, venerdì 30 dicembre 2011 alle9:45 ha scritto: rispondi »

nice

reverse phone lookup, venerdì 30 dicembre 2011 alle9:45 ha scritto: rispondi »

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