Anche le coppie di fatto possono usufruire delle detrazioni fiscali del 50% e del 65% destinate agli interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico degli edifici. Il chiarimento è arrivato dall’Agenzia delle Entrate, in risposta a un’istanza presentata da un contribuente che nel 2015 ha effettuato lavori di ristrutturazione nell’appartamento in cui convive con la compagna.

Entrambi hanno stabilito la residenza nell’immobile di proprietà della donna. L’istante ha inviato all’Agenzia delle Entrate una soluzione interpretativa, sostenendo di poter richiedere l’ecobonus per le spese sostenute insieme alla convivente in base alla sentenza 5 novembre 2008, n. 26543 della Corte di Cassazione. Il decreto della sezione tributaria equipara la condizione del convivente more uxorio a quella del coniuge, anche in assenza di un contratto di comodato.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito il suo parere sul caso, spiegando che la detrazione spetta ai contribuenti che possiedono o detengono l’immobile in base a quanto sancito dal comma 1 dell’art.16-bis del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR).

L’Agenzia delle Entrate cita anche la circolare n. 57 del 1998 che assegna le detrazioni ai proprietari e ai comodatari. La circolare n. 121 del 1997 ha chiarito che anche i familiari conviventi del proprietario dell’immobile e i comodatari possono usufruire delle detrazioni Irpef, a patto che la convivenza sia iniziata sin dall’avvio dei lavori:

Sulla base della prassi riportata, dunque, il convivente che non sia familiare del titolare dell’immobile, nei termini sopra indicati, e che sostenga le spese per gli interventi in questione potrebbe beneficiare della detrazione di cui all’art. 16-bis del TUIR soltanto se risulta detentore dell’immobile in base a un contratto di comodato.

La legge sulle unioni civili firmata da Monica Cirinnà e approvata il 20 maggio 2016 modifica la precedente prassi, perché equipara le unioni civili al matrimonio giuridico. Per effetto del ddl in tutte le leggi e gli atti amministrativi la parola coniuge è equiparata a ognuna delle parti dell’unione civile sottoscritta tra persone dello stesso sesso.

L’equiparazione non avviene invece nel caso delle convivenze di fatto, disciplinate dalla stessa legge. Ciononostante per effetto del decreto i conviventi hanno acquisito molti dei diritti spettanti ai coniugi e a chi ha contratto un unione civile: dall’accesso alle informazioni sanitarie al diritto di abitazione.

Per questo motivo l’Agenzia delle Entrate conferma che le detrazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico e ristrutturazione dell’immobile possono essere richiesti anche dai conviventi more uxorio.

Applicando la risoluzione n. 184/E del 2002 ai conviventi è possibile richiedere le detrazioni anche per i lavori effettuati su un’abitazione non adibita a dimora principale dalla coppia.

1 agosto 2016
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