L’ecobonus per l’efficienza energetica riservato ai condomini creerà occupazione, ridurrà le emissioni di gas serra e migliorerà la salute pubblica. A sostenerlo è la rete no profit Renovate Italy in un’analisi dei vantaggi della nuova misura allo studio del Governo nella Legge di Stabilità.

Secondo l’esperto Virginio Trivella l’attuale ecobonus per l’efficienza energetica non sta funzionando a dovere perché il risparmio energetico conseguito con la riqualificazione degli edifici non è in grado di ripagare l’investimento in tempi brevi.

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Secondo Trivella per cambiare davvero le cose occorre incentivare una riqualificazione energetica profonda e su larga scala del patrimonio immobiliare italiano. Il nuovo ecobonus condominiale va in questa direzione, approvando norme attese da tempo che sbloccherebbero gli investimenti.

Renovate Italy plaude al nuovo corso intrapreso dal Governo, intenzionato a passare dalla logica del sussidio elargito a chi ne ha bisogno a quella dell’incentivo che crea sviluppo. Un cammino che può portare alla “deep renovation” di cui l’Italia ha bisogno per centrare gli obiettivi di efficienza energetica stabiliti dall’Unione Europea.

Grazie a queste misure migliaia di condomini ora inefficienti verrebbero trasformati in edifici a basse emissioni, dotati di facciate e tetti ben isolati termicamente, di serramenti nuovi, di sistemi di ventilazione e climatizzazione di nuova generazione.

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Anche in Italia come già avvenuto in Germania gli incentivi destinati all’efficientamento energetico degli edifici potrebbero fruttare 4-5 euro per ogni euro investito.

Secondo gli esperti il nuovo ecobonus è più appetibile per i cittadini e per la finanza privata perché è stabile e viene pagato subito, a differenza delle detrazioni fiscali decennali. Inoltre le procedure per la richiesta vengono semplificate e snellite al fine di agevolare e velocizzare le decisioni nei contesti condominiali.

Renovate Italy fa notare che oggi lo Stato sta impegnando ben 15 miliardi di euro all’anno in detrazioni per le ristrutturazioni, di cui solo 2,3 sono destinati all’efficienza energetica. L’attuale sistema di incentivi non comporta grandi vantaggi sotto il fronte dell’emersione del nero, perché i cittadini sostituirebbero caldaie e impianti inefficienti e non funzionanti anche senza l’incentivo.

Oggi appena il 25% degli investimenti incentivati costituisce una maggiore base imponibile per le imposte, mentre con il nuovo meccanismo che sostiene la riqualificazione profonda questa percentuale salirebbe al 100%. Senza contare che gli incentivi destinati all’edilizia possiedono uno dei ritorni più alti.

La rete no profit invita pertanto il Governo a essere coerente con gli impegni assunti alla COP21 di Parigi, approvando il nuovo ecobonus per rilanciare l’occupazione, ridurre le emissioni fossili e accrescere il PIL.

10 ottobre 2016
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