Rendere permanente l’ecobonus del 65% sugli interventi di efficientamento energetico degli edifici per accelerare la riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano. Lo chiede una mozione firmata dal senatore del PD Salvatore Tomaselli e sottoscritta da altri 15 senatori.

L’obiettivo principale della richiesta inoltrata al Governo Renzi dal gruppo di senatori è di stabilizzare le detrazioni fiscali del 65% per la riqualificazione energetica a partire dal 2016, in modo da offrire certezze al settore edilizio e da non dover ricorrere a continue proroghe.

Tra le altre finalità del provvedimento figura l’estensione dell’ecobonus del 65% anche a tutti i nuovi edifici che verranno costruiti seguendo i criteri della bioedilizia, in modo da ridurre al minimo i consumi di energia. Applicare le detrazioni fiscali ai nuovi immobili con una classe energetica superiore faciliterebbe, secondo i senatori firmatari, la costruzione di edifici più efficienti.

La mozione chiede inoltre di estendere le detrazioni fiscali agli interventi per la messa in sicurezza degli edifici dal rischio antisismico; alla riqualificazione di interi stabili, agli alberghi e agli immobili appartenenti agli enti non profit.

Il documento presentato dal senatore Tomaselli prevede una rimodulazione dell’erogazione del bonus, spalmato ora su 10 anni. L’obiettivo della richiesta è di erogare le agevolazioni in base all’entità della spesa sostenuta. Grazie a questa norma, chi effettua piccoli interventi potrebbe usufruire della detrazione fiscale in tempi più brevi.

Per permettere a costruttori e cittadini di venire a conoscenza degli ecobonus, i senatori propongono l’avvio di una campagna di comunicazione più incisiva.

I senatori hanno ricordato al Governo le ricadute positive ottenute finora grazie agli ecobonus: nel 2014 le agevolazioni hanno attirato investimenti per 28,4 miliardi di euro, l’equivalente di 2 punti del PIL, per un totale di 2.258.849 domande presentate e 26,099 miliardi di euro erogati.

La mozione evidenzia i tanti vantaggi che deriverebbero dalla riqualificazione energetica di 12 mila edifici italiani: rendere stabile l’ecobonus consentirebbe di arginare la crisi dilagante nel settore edilizio, che ha perso ben 700 mila posti di lavoro; garantirebbe un risparmio notevole sulle bollette ai cittadini; migliorerebbe la sicurezza e l’estetica delle città; taglierebbe i 20 miliardi di euro di sprechi energetici trasformandoli in una fonte di reddito.

30 luglio 2015
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