Porre un freno all’illegalità ambientale è possibile, ma richiede gli strumenti adeguati. Da oggi in aiuto arriva Civic, il progetto del Corpo Forestale dello Stato, cofinanziato dal Programma “Prevention and Fight against Crime” dell’Unione Europea, al quale partecipano anche Legambiente Onlus e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

È stato presentato presso il Ministero per le politiche agricole e forestali e si propone di analizzare le filiere dei rifiuti, dell’agroalimentare e del commercio illegale delle specie in via d’estinzione, ovvero quelle più esposte al rischio di illegalità. Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente ha fatto presente che:

Sono 29.274 le infrazioni ambientali accertate dalle Forze dell’ordine nel 2013, più di 80 al giorno.

Il 25% delle quali nel settore agroalimentare: 9.540 reati, raddoppiati rispetto al 2012. Mentre un +6,6% viene segnato per reati contro la fauna (commercio illegale di specie protette, abigeato, bracconaggio, allevamenti illegali, pesca di frodo, maltrattamenti e combattimenti clandestini). Stesse preoccupazioni per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti, con una crescita del 14,3% di reati rispetto al 2012:

Numeri altissimi, che evidenziano la necessità di un progetto mirato all’analisi precisa e puntuale del fenomeno per giungere alle soluzioni più idonee per le filiere interessate.

L’obiettivo di questo gruppo di lavoro è quello di porre l’attenzione su queste filiere, realizzando un’indagine, anche tramite questionari e interviste, per raccogliere elementi utili a individuare i punti deboli, in modo da trovare gli strumenti e le pratiche che possano bloccare i misfatti di agromafie ed ecomafie e realizzare una vera e propria guida da utilizzare anche a livello europeo. Tutto questo anche grazie alle buone pratiche e alla partecipazione non solo delle parti interessate, ma anche della cittadinanza tutta.

Una parte consistente avrà poi l’attività di formazione diretta alle forze di Polizia, alla Pubblica Amministrazione e a tutti gli Enti coinvolti.

Una presa di posizione decisa nei confronti della criminalità di settori vitali per la nostra economia, fondamentali per la tutela dell’ambiente e della nostra salute. Di filiere, come commenta Muroni:

Che hanno trovato nella corruzione il collante ideale per pratiche illegali di ogni genere e che, fino a oggi, non hanno trovato nel sistema normativo un valido strumento di repressione. Cogliamo quindi anche questa occasione per chiedere al Senato la rapida approvazione, seppure con alcune migliorie proposte, della legge che inserisce i reati ambientali nel codice penale (Dl 1345).

Una riforma non più procrastinabile, passaggio inevitabile per affrontare con rinnovato vigore gli ecocriminali, tutelare l’economia sana e sostenibile e difendere gli ecosistemi da una aggressione continua. Non c’è più tempo: i senatori facciano la loro parte nell’interesse dell’intero Paese.

19 dicembre 2014
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