Si chiama echidna o formichiere spinoso, è parte integrante del gruppo dei Tachiglossidi ed è un mammifero davvero inusuale, perché depone le uova. Le specie viventi attive sono quattro, le altre sono allo stato fossile. Questo animaletto rientra nell’ordine dei Monotremi perché, appunto, depone le uova ma poi allatta i piccoli. Mammiferi inusuali dal sangue caldo e con il pelo che ricopre in buona parte il loro corpo. Sono di casa in Nuova Guinea, Australia e Tasmania e, come anticipato, sono noti come formichieri spinosi perché si cibano di insetti, larve, vermi e hanno il corpo ricco di peli ma anche da aculei, una caratteristica che li accomuna ai ricci. Completano la fisionomia zampe corte, testa piccola e muso lungo, molto stretto e appuntito per recuperare gli insetti dai fori o dalle cavità. Dalla bocca, priva di denti, fuoriesce una lingua rapida e saettante. Grazie agli artigli sulle zampe corte, l’echidna a scavare velocemente e con molta efficacia.

La riproduzione è molto particolare, perché gli organi sessuali sono contenuti in una cloaca, ovvero un’apertura unica che comprende i primi ma anche il dotto urinario e intestinale. Questa particolarità li affianca ai rettili e agli uccelli, perché la cloaca contiene il pene che, nel caso dell’Echidna, possiede quattro teste. Solo due funzionano e possono inserirsi nel tratto riproduttivo femminile, che a sua volta é biforcato. Non certo un procedimento facile e immediato ma che alla fine, dopo ventidue giorni, porta alla produzione dell’uovo accolto nel marsupio materno. La nascita avviene dopo dieci giorni, il piccolo rimane al caldo nel marsupio per circa cinquanta giorni, dove riceve il latte della madre. La femmina non possiede mammelle ma zone del corpo dove sono localizzate le ghiandole mammarie e da cui fuoriesce il latte. Successivamente, al momento della crescita degli aculei, il piccolo viene deposto in una tana dove la madre passa nutrirlo ogni cinque giorni. Questo procedimento si ripete fino ai sette mesi di età.

Mitologia e salvaguardia

L’echidna dal becco corto non è a rischio estinzione, mentre le altre tre specie della stessa famiglia sono considerata in pericolo perché cacciate aggressivamente per la loro carne. La loro sopravvivenza è a rischio anche per un marcato impoverimento e una forte restrizione del loro habitat. L’animaletto riesce a sopravvivere a stento solo in Nuova Guinea: anche se rientra nella Lista rossa IUCN come una specie a rischio minimo di estinzione, è sotto massima osservazione per via della cattura indiscriminata.

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Nella cultura australiana, questo strano animaletto trova spazio sulla moneta da cinque centesimi. Mentre nella mitologia greca l’echidna era una figura metà donna e metà serpente, con una particolare coda al posto delle gambe. Rinchiusa in una caverna, amava divorare i passanti e, per questo, trovò la morte per mano di Argo dai cento occhi. Sempre secondo la tradizione del posto, la figura mitologica ebbe tre figli mostruosi. Infine l’echidna è anche un pesce particolare, parte integrante della famiglia Muraenidae: nota anche come murena stellata è ovviamente molto differente dal mammifero con gli aculei, con cui condivide solo il nome.

21 ottobre 2016
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