Il Governo Letta ha solo pochi giorni e si avvia, proprio in questi minuti, al voto di fiducia alle Camere. Ma molto già si discute sui 21 ministri scelti per questo governo dalle larghe intese, che vede insolitamente unite destra e sinistra per un momento così delicato per l’Italia post elezioni. Fra i tanti nominati, spicca di certo il nome di Andrea Orlando, il nuovo Ministro dell’Ambiente.

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Classe 1969, considerato da alcuni un giovane “turco” del PD, il nuovo Ministro è in politica sin dalla giovanissima età. A soli 20 anni diventa segretario della sezione giovanile del PCI, poi consigliere comunale del PDS a La Spezia e infine segretario provinciale. Nel 2000 entra nella segreteria regionale dei DS dove si occupa di enti locali e, un solo anno dopo, viene nominato segretario regionale. Entra in Parlamento nel 2008 e nel 2011 è insignito della nomina di presidente del Forum Giustizia. Ma quali sono i percorsi che l’han reso protagonista di un ministero tanto delicato per la situazione ambientale dell’Italia, tra interventi urgenti, crisi nello smaltimento dei rifiuti ed eventi naturali spesso catastrofici?

Le pagine della cronaca nazionale non riportano grandi esperienze – almeno palesi – sui temi ambientali, anche se pare che all’inizio di aprile Orlando abbia presentato una proposta di legge sulla pulizia e la sicurezza dell’alveo dei fiumi. La sua esperienza a livello locale appare però indubbia e, così come molti si auspicano, proprio per questo potrebbe accordare particolare interesse alle questioni della gestione delle risorse naturali in loco, con rispetto delle specificità di ogni singola regione italiana. Così come sottolinea Il Giornale, tuttavia, il suo percorso politico sembra aver propeso più per il Ministero della Giustizia, con la sua partecipazione alla Commissione Bilancio della Camera e alla Commissione Parlamentare Antimafia. Non editerà un Ministero semplice, presieduto da Climi nell’appena concluso Governo Monti, con le sfide ecologiche a cui l’Italia è chiamata quotidianamente, green-economy in primis. E proprio in fatto di temi ambientali è intervenuto Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, il quale ha così commentato il nuovo esecutivo e l’investitura di Orlando:

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Questo Governo ha di fronte grandi sfide sociali, economiche e ambientali. Siamo pronti a confrontarci con i nuovi ministri per cercare di imprimere quel cambiamento che serve all’Italia e che passa inevitabilmente per una nuova attenzione ai temi della qualità ambientale, per la lotta all’illegalità ambientale e all’ecomafia, per la spinta alla green economy e nel contrasto dei cambiamenti climatici. Da Andrea Orlando all’Ambiente ci aspettiamo che porti avanti concretamente il sostegno alla green economy, la lotta al dissesto idrogeologico, la riqualificazione energetica delle città e, data la sua esperienza nella commissione antimafia, l’inserimento dei reati ambientali nel codice penale.

Fonti: Il Giornale, BigHunter

29 aprile 2013
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I vostri commenti
COMITATO "TARANTO FUTURA", giovedì 23 maggio 2013 alle20:09 ha scritto: rispondi »

Il Sig. Ministro è partito con un passo falso, non ha provveduto a venire come primo intervento, malgrado la situazione ambientale della nostra città per le venefiche emissioni da ogni parte riconosciute e le condizioni sanitarie siano meritevoli della maggiore attenzione di un ministro che deve salvaguardare l'ambiente in tutti i suoi aspetti. Va bene l'acqua perché anche questa rappresenta un problema per noi per l'uso che ne fa l'ILVA che non intende usare quella filtrata per l'uso industriale per la quale non intende sostenerne un costo.

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