La vitamina C, o acido ascorbico, rappresenta senza dubbio una risorsa per la salute dell’organismo, intervenendo in una lunga serie di processi e favorendo il corretto funzionamento di molte funzioni indispensabili per il benessere del corpo e della mente.

I benefici che derivano dall’assunzione di vitamina C sono ben noti, soprattutto per quanto riguarda il rafforzamento delle difese immunitarie e la lotta ai radicali liberi, grazie al notevole potere antiossidante. Aiuta a riparare i tessuti oltre ad agevolare l’assorbimento di numerose sostanze nutritive, come il ferro, la vitamina B9 e la vitamina E.

Si tratta di una vitamina idrosolubile, pertanto non viene sintetizzata dall’organismo ma deve essere assunta dall’esterno prevalentemente attraverso l’alimentazione: tra i cibi ricchi di questa preziosa sostanza figurano gli agrumi, le fragole e i kiwi, ma anche molte verdure come i broccoli, i peperoni e i pomodori, nonché gli spinaci e le bietole.

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In caso di necessità, è possibile assumere anche specifici integratori di vitamina C, che possono aiutare a raggiungere il fabbisogno giornaliero, tuttavia è sempre consigliabile consultarsi con il medico per verificare l’effettiva necessità e limitare il rischio di causare un sovradosaggio, che può portare a spiacevoli conseguenze.

Eccesso di vitamina C: cause

Sebbene si tenda a focalizzare l’attenzione sulle carenze vitaminiche, le cosiddette ipovitaminosi, anche superare i livelli consigliati può nuocere all’organismo in modo grave. Il fabbisogno di acido ascorbico varia a seconda del genere sessuale e dell’età, inoltre può essere più elevato in alcune condizioni fisiologiche, come la gravidanza o l’allattamento.

Secondo i dati diffusi dalla EFSA (European Food Safety Authority) nel 2013, il fabbisogno giornaliero per i maschi adulti è pari a 90 mg, per le donne 80 mg. Nei bambini 20 mg al giorno sono ottimali, mentre per gli adolescenti di età compresa tra 15 e 17 anni sono preferibili 100 mg giornalieri per i ragazzi e 90 mg per le ragazze.

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A causare una ipervitaminosi di acido ascorbico può essere un uso smodato di integratori e, in misura minore, un’alimentazione poco bilanciata che si caratterizza per la massiccia e sregolata assunzione di cibi ricchi di vitamina C.

Più in generale, il corpo umano è soggetto a due tipologie di ipervitaminosi, rispettivamente determinate da un vero e proprio abuso di questa sostanza in un tempo molto limitato, originando una patologia acuta, e dall’assunzione sregolata che si protrae nel tempo portando gradualmente al superamento dei livelli ottimali, conducendo a un disturbo cronico.

Sintomi

Generalmente l’organismo è in grado di eliminare con le urine le vitamine assunte in modo eccessivo, tuttavia è possibile che si verifichi un accumulo sia a livello del fegato sia dei reni, nonché di altri tessuti mettendo a rischio la salute.

Lìassunzione di dosi eccessive di vitamina C può manifestarsi attraverso diversi sintomi anche molto diversificati: molto comune è la comparsa di disturbi dell’apparato gastrointestinale come gastrite, crampi addominali, episodi di diarrea e vomito. Possono verificarsi anche mal di testa e fastidi urinari, mentre accade più raramente di accusare debolezza e vertigini, così come vampate di calore.

Conseguenze

Un sovradosaggio di vitamina C può causare un incremento della produzione di ossalati, con conseguente maggiore predisposizione alla formazione di calcoli renali. Anche i livelli di ferro nel sangue possono salire provocando disturbi soprattutto a coloro che soffrono di emocromatosi, una malattia metabolica genetica.

Eccessive dosi di acido ascorbico, inoltre, potrebbero anche portare a una maggiore fragilità dei globuli rossi che sarebbero soggetti a possibile rottura, causando anemia emolitica.

22 marzo 2017
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