Il pericolo ebola coinvolge anche gli amici a quattro zampe. Le autorità per la salute della comunità di Madrid hanno infatti ordinato la soppressione di un cane, l’animale domestico di proprietà dell’infermiera recentemente contagiata con il terribile virus. Non sono serviti gli appelli del marito così come le petizioni di molti animalisti in Rete: per la sicurezza di tutti, sottolineano alcuni esperti, sarebbe necessario l’eliminazione dell’esemplare.

La questione è discussa da qualche giorno, precisamente da quando si è diffusa la notizia che Teresa Romeo, una delle infermiere che ha assistito il primo paziente di ebola giunto sul suolo spagnolo, sia stata rilevata positiva al virus. Javier Limon Romero, il marito, da giorni ha richiesto alle associazioni animaliste aiuto per evitare la soppressione del cane di casa, appellandosi anche all’associazione di tutela Villa Pepa.

Stando a quanto dichiarato dall’uomo, gli ufficiali per la salute della Comunità di Madrid avrebbero richiesto l’eliminazione del quadrupede, senza fornire troppe spiegazioni al proprietario. Javier, tuttavia, sostiene come il cane sia sempre rimasto nel proprio appartamento dall’arrivo dei pazienti contagiati, quindi non avrebbe avuto modo di entrare in contatto con la moglie a sua volta infetta. Inoltre, il proprietario avrebbe richiesto di sottoporre eventualmente l’animale in quarantena, come egli stesso è stato sottoposto a breve isolamento di monitoraggio, e di decidere delle sue sorti solo in disponibilità di informazioni maggiori sul suo stato di salute. Il tutto, in mancanza di studi scientifici sufficienti che possano dimostrare la possibilità che un cane sia veicolo di contagio di ebola per l’uomo e, ovviamente, viceversa.

Questo appello sembra però essere passato inosservato, nonostante 150.000 firmatari su Change.org, poiché proprio ieri un documento ufficiale del Ministero ha ordinato la soppressione dell’esemplare. Data la gravità della situazione, e la necessità di un intervento tempestivo, fra gli esperti di settore non vi è però stretto accordo. Da un lato chi si esprime in favore di un criterio conservativo, rimandando la decisione sulle sorti del cane solo a quando sarà davvero evidente il rischio di contagio, dall’altro chi invece sostiene più adeguata la misura precauzionale per allontanare anche il più remoto dei pericoli.

8 ottobre 2014
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I vostri commenti
lupetta64, mercoledì 8 ottobre 2014 alle17:48 ha scritto: rispondi »

Non mi piace la leggerezza con cui si decide la soppressione di un amico a quattro zampe.

nome Anna Cucci, mercoledì 8 ottobre 2014 alle17:26 ha scritto: rispondi »

Prima di sopprimere il povero cane, che fa parte della famiglia e ha diritto alle stesse premure, dovrebbero accertarsi che sia stato contagiato, sempre che il virus possa passare anche agli animali. Credo che la quarantena o qualcosa di più adatto sarebbe auspicabile. Anna

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