Cominceranno a breve i test su Bentley, il cane statunitense posto in isolamento poiché di proprietà dell’infermiera contagiata con il virus ebola. Si tratta di un momento molto atteso dall’intera comunità scientifica, poiché permetterà di saperne di più sulla relazione tra animali domestici e possibili contagi. Nel frattempo il quadrupede, così come già sottolineato qualche giorni fa, si trova in buone condizioni di salute.

Il cane, un Cavalier King Charles Spaniel, è stato posto in quarantena da una decina di giorni, a seguito della positività all’ebola della sua proprietaria. Un esito diverso rispetto al simile caso spagnolo, dove un esemplare di 12 anni è stato soppresso per la paura potesse trasmettere il virus. Al momento non è dato sapere molto sui rischi di infezione negli animali domestici, così come della possibilità possano effettivamente fungere da veicolo di contagio: in uno studio condotto nel biennio 2001-2002 in Gabon, infatti, si è evidenziato come i cani possano sviluppare anticorpi specifici per l’ebola, ma anche come l’infezione sia praticamente asintomatica.

Per scoprire se effettivamente Bentley possa configurarsi con un pericolo per l’uomo, verrà innanzitutto analizzato il sangue dell’animale alla ricerca del virus. Qualora il test fosse positivo, si procederà all’indagine dei fluidi corporei – in particolare feci e urina – per scoprire se l’agente sia presente e se possa contagiare altri esemplari o gli esseri umani. Nonostante il cane sia in quarantena ormai da diversi giorni, le analisi hanno subito lievi ritardi per permettere al personale di predisporre delle condizioni di assoluta sicurezza.

Per la raccolta dei rifiuti biologici del cane è stata predisposta una speciale cuccia sterile che, grazie a delle apposite aperture, permetterà di chiudere quanto prodotto in contenitori specifici per il trasporto di agenti infettanti. Nel frattempo, i Dallas Animal Services – dove l’esemplare è attualmente ospitato – assicurano come si stia provvedendo alla predisposizione di un ambiente confortevole e rilassante per il cane, affinché non soffra troppo la momentanea separazione con la proprietaria così come il subito isolamento. Cate McManus, una delle esperte che sta seguendo il caso, dichiara:

Speriamo che il percorso di Bentley possa contribuire a quanto già sappiamo dell’ebola nei cani, considerato come questi animali giochino un ruolo così importante nella vita delle persone.

Come già più volte confermato dalle autorità locali, non vi è alcuna intenzione di sopprimere il quadrupede così come avvenuto in Spagna: superata la crisi ebola, tornerà alla sua normale quotidianità.

21 ottobre 2014
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