L’incubo Ebola è finalmente finito: l’infermiera contagiata a Denver ha potuto riabbracciare il suo cane Bentley, dopo diverse settimane di quarantena e isolamento forzato. Entrambi sono in piena salute e hanno scampato qualsiasi pericolo, pronti per ritornare alla loro quotidianità.

Il tutto è cominciato all’inizio di ottobre, quando l’infermiera Nina Pham è risultata positiva al virus Ebola, dopo aver assistito un paziente di ritorno dall’Africa e purtroppo deceduto. Immediatamente posta in quarantena, le autorità hanno deciso di intervenire sul suo cane Bentley, per timore fosse a sua voltaveicolo di contagio. A differenza dell’analogo caso spagnolo, con la soppressione dell’esemplare Excalibur, i veterinari a stelle e strisce hanno deciso di custodire l’animale in un ambiente sicuro e confortevole.

Affidato a un centro specializzato ad affrontare rischi di contagio elevato, Bentley ha trascorso 21 giorni in una cuccia sterile ma super-accessoriata, dove ha indirettamente fornito informazioni preziose sul ruolo di Ebola negli animali domestici e sulla possibilità di trasmettere il virus all’uomo. Nei cani l’infezione è infatti spesso asintomatica, ma non è dato ancora ben sapere se questa caratteristica possa automaticamente escludere il contagio.

Fisicamente separati ma accomunati dallo stesso destino, l’infermiera e il cane non sono più in pericolo. Grazie alle cure tempestive, Nina ha superato brillantemente l’infezione e può ora tornare nella sua abitazione. A seguirla proprio con il suo King Charles Spaniel, con un incontro strappalacrime a pochi metri dall’ospedale di Denver. Così ha spiegato l’infermiera nelle sue prime interviste per la stampa:

Vorrei prendere un minuto per ringraziare le persone che, da tutto il mondo, mi hanno inviato i loro auguri e hanno pregato per me e per Bentley. Questo cane è il mio migliore amico.

La storia del cagnolino statunitense, e ovviamente della sua amorevole proprietaria, ha tenuto per giorni il mondo con il fiato sospeso. Ancora vivo lo shock per il simile caso spagnolo, l’opinione pubblica ha temuto che Nina non potesse farcela e che il cane dovesse essere soppresso. Un eventualità fortunatamente scampata. E ora la città di Denver si prepara a una festa speciale, non solo per il ritorno a casa dell’infermiera, ma anche per l’imminente compleanno del cagnolino: 2 anni festeggiati con l’intera cittadina.

3 novembre 2014
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