Giungono oggi i primi aggiornamenti sulle condizioni di Bentley, il cane statunitense di proprietà dell’infermiera contagiata dal virus ebola. A differenza dell’analogo caso spagnolo, dove un esemplare di 12 anni è stato soppresso dalle autorità pur in assenza di effettive prove dell’infezione, il cagnolino di Denver è stato semplicemente posto in quarantena per ragioni di sicurezza. Al momento, l’animale sarebbe in perfetta salute.

Il caso mediatico è esploso la scorsa settimana, quando le autorità hanno annunciato il contagio di un’infermiera di Dallas, incaricata di accudire un paziente infetto da ebola proveniente dall’Africa. In questi giorni la donna avrebbe avuto contatti solo con un uomo e con il suo amico a quattro zampe, entrambi posti in quarantena. A differenza delle Spagna, le istituzioni a stelle e strisce hanno confermato di non considerare la soppressione del quadrupede come una risposta ragionevole alla possibile infezione, poiché il monitoraggio continuo permetterà di raccogliere informazioni preziosissime su come il virus si sviluppi negli animali e quali siano le reali possibilità di contagio.

Il cane, un Cavalier King Charles Spaniel, è stato posto in una struttura di sicurezza, dove non può entrare in diretto contatto con gli umani o altri animali. Il personale che lo accudisce, che interagisce con l’esemplare grazie a un’apposita tuta sterile e sigillata, sottolinea come si stia facendo il possibile per rendere l’isolamento del cucciolo il meno traumatico possibile, predisponendo un ambiente simile a un’abitazione. Così spiega Jody Jones, direttrice dei Dallas Animal Services:

Abbiamo pensato a delle attività di svago per il cane, come giochi e premi alimentari.

Mentre vengono seguiti tutti gli standard più elevati di sicurezza, tra cui l’eliminazione dei rifiuti tramite contenitori di metallo sigillati e sterilizzanti, i veterinari non hanno al momento rilevato problemi per la salute del cane. Sebbene i quadrupedi possano risultare positivi all’ebola, uno studio condotto nel 2002 in Gabon dimostra come raramente sviluppino complicazioni, per un’infezione quasi completamente asintomatica. Non è ancora dato sapere con certezza, però, se i cani possano trasmettere all’uomo l’infezione con il contatto dei fluidi corporei, per questo la quarantena si è resa necessaria.

16 ottobre 2014
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