La paura del virus ebola sta già generando le prime psicosi, nonostante al momento non vi siano sufficienti evidenze che gli animali domestici possano trasferire l’infezione all’uomo. È quanto succede in Spagna, dove un cagnolino è stato rifiutato dai proprietari poiché entrato in contatto con l’esemplare soppresso qualche giorno fa. Una scelta inspiegabile e del tutto immotivata, fortunatamente seguita da un’adozione del cuore.

Qualche giorno fa le autorità spagnole hanno deciso di sopprimere Excalibur, il cane dell’infermiera contagiata da uno dei pazienti provenienti dall’Africa. La decisione ha generato fitte polemiche, tanto da non essere seguita per la gestione di altri casi analoghi sparsi per il globo. A Denver, dove un’altra infermiera è risultata positiva all’ebola, un cane è stato semplicemente posto in isolamento e sotto monitoraggio continuo. Le notizie devono però aver alimentato la paura di alcuni proprietari, pronti ad abbandonare i loro amici a quattro zampe spinti dalla fobia.

È quanto è successo a Tronco, un cagnolino che sarebbe entrato spesso in contatto con Excalibur, tra giochi comuni e corse al parco. I proprietari pare abbiano deciso di sbarazzarsene, ma l’esemplare è stato fortunatamente preso in carico dall’Escuela Canina Esga di Madrid. Dopo un periodo di quarantena e le dovute verifiche sul suo stato di salute, Tronco sarà affidato a una famiglia già pronta ad accoglierlo. Così spiega Juan Esteban, manager del rifugio:

Posso capire la preoccupazione dei proprietari, non hanno rifiutato l’animale prima e hanno investito in addestramento e cure appropriate. Ma sono genitori di bambini piccoli e non si sentono preparati nell’assumersi il rischio. Abbiamo fatto tutto il possibile per rassicurarli su come il cane fosse probabilmente in salute, ma ovviamente non abbiamo potuto garantire che l’animale non avesse l’ebola, quindi hanno deciso di non volerlo più accudire.

L’associazione ha già trovato un nuovo proprietario per il cane, debitamente informato sui trascorsi di Tronco e pronto a farsene carico. Per evitare ulteriori psicosi o recriminazioni, l’associazione ha diffuso solo immagini da cucciolo dell’esemplare, per evitare che possa essere identificato dal grande pubblico e subisca, quindi, vessazioni.

Così come ricorda il Center for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti, la possibilità che i cani siano dei veicoli di contagio non è stata ancora pienamente vagliata, sebbene appaia comunque improbabile. In uno studio pubblicato nel 2005, e relativo a un focolaio del Gabon nel biennio 2001-2002, è emerso come su 337 cani, dal 9 al 25% presentassero anticorpi specifici per l’ebola. Nei quadrupedi l’infezione apparirebbe asintomatica e, al momento, non è dato sapere se i loro liquidi corporei siano veicolo di contagio. Le autorità, infine, ribadiscono come oggi non esistano allarmi né pericoli per l’accudimento di cani e gatti, anche perché i casi di ebola giunti in Europa e negli Stati Uniti sono davvero esigui e già tutti circoscritti.

15 ottobre 2014
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