Il 94% degli italiani si è dichiarato preoccupato dai cambiamenti climatici. A presentare il dato è il WWF, che in occasione dell’Ora della Terra 2016 fa il punto su quella che è la consapevolezza degli italiani riguardo le sorti del Pianeta e quali vengono ritenute le principali strategie da mettere in atto per realizzare un cambiamento reale di rotta.

L’appuntamento con l’Earth Hour 2016 è per questa sera alle 20:30, quando le luci di centinaia di piazze, monumenti ed edifici si spegneranno a sostegno del risparmio energetico e della lotta ai cambiamenti climatici. Slogan di questa edizione dell’Ora della Terra è “Spegniamo le luci per accendere il cambiamento”.

Venendo ai dati forniti al WWF dall’Istituto GfK, che ha realizzato l’indagine, per il 73% degli italiani i cambiamenti climatici sono un problema “molto grave”. Percentuale che schizza fino al 94% sommando anche il dato relativo a chi ha risposto “abbastanza grave”. Opinioni che superano le differenze politiche e che vedono in prima fila studenti delle scuole secondarie e adulti tra i 45 e i 55 anni.

L’88,5% degli intervistati (soprattutto i giovani 14-24 anni) vede poi come principale causa dei cambiamenti climatici le azioni dell’uomo, mentre è appena il 6% chi ritiene che non vi sia alcuna correlazione tra le attività antropiche e il riscaldamento globale. Positivo è il commento degli italiani per quanto riguarda la disponibilità al cambiamento delle proprie abitudini in favore di una lotta più efficace alle emissioni di gas serra (85%). Una disponibilità definita “accentuata” per il 36% (molto o moltissimo) mentre per il 49% è più contenuta (abbastanza) seppur comunque favorevole.

Preoccupa gli italiani alla vigilia dell’Ora della Terra 2016 l’informazione diffusa dai media, ritenuta insoddisfacente dal 36% (“poca o nessuna informazione”). Viene in generale chiesto maggiore sforzo di approfondimento, soprattutto da parte di carta stampata e canali televisivi.

Un invito al Governo italiano a riflettere sulla propria strategia energetica quello che arriva infine dalle risposte alla domanda su chi siano i soggetti più attivi nella lotta ai cambiamenti climatici. Secondo le risposte fornite a GfK dagli intervistati per il 61% sono le associazioni ambientaliste, seguite dall’UE con il 36%. Appena il 15% per l’Esecutivo guidato da Matteo Renzi e le grandi imprese, che superano di pochissimo le multinazionali petrolifere (13%).

19 marzo 2016
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